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No-Fly Zone, che cos’è, cosa significa, come funziona e perché è cruciale nella guerra in Ucraina

Contrariamente a quanto si pensi, la No-Fly Zone non è un atto di pace ma di guerra. Come funziona e perché è pericolosa sul fronte della guerra in Ucraina.
No-fly zone, che cos'è, cosa significa, come funziona e perché è cruciale nella guerra in Ucraina

Da giorni non si parla d’altro di No-Fly Zone, termine tecnico che indica una zona di interdizione al volo. A richiederla a gran voce per i cieli ucraini è il Presidente Zelensky, incappando nel rifiuto secco da parte di NATO ed Europa. Il motivo è l’elevato rischio di un coinvolgimento dei suddetti nella guerra perché, a differenza di quanto comunemente si pensa, l’attuazione di una no-fly zone non passerebbe per un atto di pace bensì per uno di guerra.

Che cos’è la No-Fly zone

La No-Fly Zone o zona di interdizione al volo indica un territorio sul quale è stato imposto il divieto di sorvolo; si tratta di zone che solitamente fanno parte di controllo militare degli spazi aerei (succede ad esempio sulle aree militarizzate sulle quali è vietato il passaggio di droni) e nelle aree di guerra.

Non si tratta però di un atto pacifico, anzi, nel caso in cui fosse dichiarata una No-Fly Zone su un determinato territorio, il mancato rispetto a questo stop necessita di un’immediata risposta militare e l’abbattimento del velivolo.

Perché la No-Fly Zone è pericolosa nel contesto della guerra in Ucraina

Se la NATO, l’ONU o l’Europa rispondessero all’appello del Presidente Zelensky e l’Ucraina si trovasse soggetta a No-Fly Zone sarebbe come una dichiarazione di guerra dell’Occidente.

Chi la impone deve svolgere attività di pattugliamento e, in caso di violazione russa, di abbattimento degli aerei e quindi uno scontro totale, che è quanto la diplomazia sta cercando di evitare. È stato il Capo di stato maggiore degli Stati Uniti, il generale Mark Milley a ribadirlo: “Se viene imposta una No Fly Zone qualcuno dovrà farla rispettare. Vorrebbe dire allora combattere le forze aeree russe. A oggi non sono al corrente di alcun piano per imporre una zona di esclusione aerea”. 

I Paesi occidentali hanno quindi ribadito il no alla No-Fly Zone dopo una nuova discussione tenutasi dopo l’attacco alla centrale di Zaporizhzhia.

Il Presidente della Federazione Russa Putin ha anche ribadito che: “Ogni mossa in quella direzione sarebbe da noi considerata una partecipazione al conflitto armato”.

Tutte le volte in cui la No-Fly Zone è stata imposta o respinta

Negli ultimi anni ci sono già stati dei casi di No-Fly Zone applicata e rifiutata:

  • Durante la guerra in Siria, il Presidente Obama aveva rifiutato la NFZ per evitare il conflitto con la Russia.
  • In Libia, nella guerra contro Gheddafi e i ribelli nel marzo 2011, è stata imposta dall’ONU. Due giorni dopo forze aeree francesi, britanniche e statunitensi sono entrate nello spazio aereo libico bombardando le forze anti-aeree di Gheddafi, segnando l’entrata in guerra dell’occidente in Libia.
  • La prima guerra del Golfo
  • La guera in Bosnia

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