Politica

Ucraina, attacco alla centrale nucleare più grande d’Europa. Kiev: “Se esplode sarà 10 volte peggio di Chernobyl”

Notte di violenti scontri e bombardamenti sulla centrale nucleare più grande in Europa. Incendio poi domato, ma il presidente Zelensky lancia l'allarme: "I carri armati russi sparano contro le unità nucleari".
Ucraina, attacco alla centrale nucleare più grande d'Europa. Kiev: “Se esplode sarà 10 volte peggio di Chernobyl"

Notte di combattimenti e bombardamenti in Ucraina, con una concentrazione delle ostilità sempre più intensa intorno alla centrale nucleare di Zaporizhzhia, a Energodar, la più grande d’Europa. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky lancia l’allarme: “In questo momento, i carri armati russi stanno sparando contro le unità nucleari“. L’incubo dell’atomica e di una nuova Chernobyl investe l’Occidente, rilanciato dalle autorità di Kiev che chiedono un immediato intervento della Nato con una no-fly zone per fermare la furia che arriva dai cieli su ordine di Vladimir Putin.

Ucraina, attaccata la centrale nucleare più grande d’Europa: “Se esplode sarà 10 volte peggio di Chernobyl

È stata una notte durissima nella guerra che si combatte in Ucraina dopo l’invasione del Paese ordinata dal Cremlino.

Mosca sembra aver alzato il tiro con un attacco notturno alla più grande centrale nucleare d’Europa, dove attualmente le fiamme sarebbero state domate a seguito di un difficile intervento dei vigili del fuoco.

Poche ore fa, il ministro degli Esteri ucraino, Dmytro Kuleba, ha lanciato un allarme su Twitter sui bombardamenti e gli scontri in corso nell’area: “L’esercito russo sta sparando da tutte le parti sulla centrale nucleare di Zaporizhzhia, la più grande centrale nucleare d’Europa.

È già scoppiato un incendio. Se esplode, sarà 10 volte peggio di Chernobyl! I russi devono IMMEDIATAMENTE cessare il fuoco, consentire ai vigili del fuoco, stabilire una zona di sicurezza“. La centrale attualmente sarebbe passata completamente sotto il controllo delle forze russe.

L’allarme di Zelensky: “L’Europa deve svegliarsi ora

L’Europa deve svegliarsi ora. La più grande centrale nucleare d’Europa è in fiamme. In questo momento, i carri armati russi stanno sparando contro le unità nucleari. Si tratta di serbatoi dotati di termocamere.

Cioè, sanno dove stanno girando, si stanno preparando per questo“. Lo dichiara il presidente dell’Ucraina, Volodymyr Zelensky, in un videomessaggio alla nazione e all’Occidente trasmesso all’alba di oggi, dopo una notte di violenti combattimenti sul suolo di Zaporizhzhia.

Guerra Russia – Ucraina: i negoziati in un vicolo cieco

Due discorsi, antitetici e durissimi, negli stessi minuti in cui si teneva il secondo round negoziale sul conflitto, hanno cristallizzato una situazione di sostanziale stallo. A parlare, ieri, sono stati Zelensky e Putin, con il primo a chiedere un faccia a faccia tra presidenti senza il filtro delle delegazioni, e il secondo a ricalcare la sua posizione di intransigenza sui propositi di “smilitarizzazione e denazificazione” dell’Ucraina.

L’orizzonte di una tregua per disporre i corridoi umanitari sembrava raggiunto all’esito del secondo colloquio tra i rappresentanti di Mosca e Kiev nei boschi di Brest, in Bielorussia, ma la trattativa per il cessate il fuoco si è arenata nuovamente. Sconfessata dalla successiva evoluzione degli eventi che ha visto un’azione ancora più intensa e allargata dei russi sul campo. Lo spettro di una nuova Chernobyl oggi scuote il mondo, nell’alveo delle incognite sul corso del conflitto.

La guerra continua con ferocia, e l’escalation non allenta la presa.

E ancora ieri, a ridosso del tavolo di negoziato, il colloquio telefonico tra Emmanuel Macron e Vladimir Putin si era concluso con un bilancio dalle tinte sinistre. Secondo quanto riferito dall’Eliseo, i margini di manovra per fermare l’offensiva sarebbero ridotti ai minimi termini: “Il peggio deve ancora venire“. Il Cremlino sarebbe determinato a “conquistare” l’intera Ucraina proseguendo fino in fondo e secondo le sue condizioni.

Distruggeremo l’anti-Russia creata dall’Occidente“, l’ultimo orizzonte tracciato da Mosca.

Potrebbe interessarti