Cronaca dal Mondo

Ucciso un giornalista statunitense in Ucraina: soldati russi gli avrebbero sparato a Irpin, ferito il collega

Un giornalista che ha collaborato negli anni passati con il New York Times è morto a seguito di colpi d'arma da fuoco sparati mentre superava un checkpoint a Irpin, in Ucraina.
Brent Renaud

Un giornalista americano, Brent Renaud, è morto nei pressi di Irpin, in Ucraina, mentre attraversava un checkpoint. Renaud si sarebbe trovato nei pressi di Kiev per documentare la fuga dei profughi dai combattimenti, quando un contingente russo avrebbe aperto il fuoco. Ferito il collega che si trovava con lui, che sarebbe poi stato trasportato all’ospedale di Kiev, dove si troverebbe in buone condizioni. Renaud è stato inizialmente identificato come un reporter del New York Times, con cui ha collaborato anni fa. La testata ha specificato che non si trovava in Ucraina per conto loro, nonostante indossasse un vecchio badge intestato al New York Times.

Giornalista americano ucciso da colpi d’arma da fuoco a un checkpoint russo

Brent Renaud, giornalista e filmmaker che ha lavorato per il New York Times, è morto a Irpin, mentre documentava la fuga dei profughi verso Kiev. A confermarlo il capo della Polizia regionale Andrei Nebitov con un post su Facebook: “Gli occupanti uccidono cinicamente anche i giornalisti dei media internazionali che cercano di mostrare la verità sull’inerzia delle truppe russe in Ucraina“, scrive Nebitov, “Oggi a Irpen hanno sparato a un corrispondente di 51 anni di fama mondiale del New York Times“.

Post Facebook di Andrei Nebitov

Il capo della Polizia riferisce le condizioni del collega di Renaud, che sarebbe rimasto ferito, dichiarando che il giornalista ha “pagato con la vita” per documentare “la crudeltà e la spietatezza” delle forze d’invasione russe. Secondo le prime ricostruzioni, Brent Renaud e il collega stavano riprendendo alcune zone del ponte crollato usato dai civili come passaggio per fuggire, quando alcuni soldati russi avrebbero aperto il fuoco contro il loro. La notizia della morte di Renaud è stata poi confermata anche da Jane Ferguson, corrispondente per la PBS, presente quando il reporter è morto.

Appena lasciato il bordo della strada vicino Irpin dove il corpo del giornalista americano Brent Renaud giace sotto un lenzuolo“, ha twittato, “I medici ucraini non hanno potuto fare nulla per aiutarlo a quel punto. Un ufficiale della polizia ucraina oltraggiato: ‘Dite all’America, dite al mondo, cosa fanno ai giornalisti’“.

Il video del collega diffuso dal Parlamento ucraino

Un video, la cui autenticità non è stata confermata, è stato condiviso dall’account Telegram del Parlamento ucraino, in cui si vede il collega di Brent Renaud all’ospedale di Ohmatdet, che racconta l’accaduto.

Stavamo attraversando uno dei primi ponti a Irpin“, dichiara, spiegando che qualcuno gli avrebbe offerto un passaggio in macchina per un altro ponte. “Abbiamo attraversato un checkpoint e ci hanno sparato addosso“, continua, aggiungendo che Brent Renaud sarebbe stato colpito al collo e lasciato indietro mentre l’uomo che guidava ha cambiato direzione.

Il comunicato del New York Times: “Non era in Ucraina per noi”

Il New York Times ha commentato la triste notizia con un comunicato diffuso sui social. La celebra testata si dice “profondamente addolorata” per la notizia della morte di Brent Renaud, un “talentuoso filmmaker che ha contribuito al New York Times nel corso degli anni“.

Il reporter avrebbe lavorato per la testata fino al 2015, ma “non era assegnato a nessun desk del Times in Ucraina. I primi rapporti secondo cui lavorava per il Times sono circolati perché stava indossando un badge stampa del Times che era stato rilasciato per un lavoro molti anni fa“.

Intanto anche la Casa Bianca dichiara tramite Jake Sullivan, consigliere per la Sicurezza Nazionale, che il governo sta conducendo verifiche sulla morte di Renaud. Sullivan ha dichiarato “orribile e scioccante” la morte di un giornalista americano, commentando che “risponderemo di conseguenza“.

Potrebbe interessarti