Cronaca Nera

Mariupol, tragedia per la donna incinta diventata simbolo del bombardamento sull’ospedale pediatrico

Il bombardamento sull'ospedale di Mariupol era stato raccontato attraverso due fotografie simbolo della tragedia: una delle due donne ritratte, però, non sarebbe sopravvissuta.
Mariupol, tragedia per la donna incinta diventata simbolo del bombardamento sull'ospedale pediatrico

La notizia del terribile bombardamento dell’ospedale di Mariupol aveva fatto il giro del mondo accompagnato da due foto simbolo della tragedia, che ritraevano due donne incinte scampate all’aggressione. Stamattina si è diffusa la notizia che una delle due donne non sia sopravvissuta.

Bombardamento dell’ospedale di Mariupol, le donne protagoniste della tragedia

La prima foto, scattata dopo il bombardamento russo dell’ospedale pediatrico di Mariupol, ritrae la modella Marianna Podgurskaya con il volto insanguinato e il pancione, intenta a fuggire dalla struttura ormai ridotta in macerie. La seconda invece mostra una donna senza nome distesa su una barella, con le mani sul ventre come a proteggere il proprio bambino non ancora nato dalla devastazione esplosa attorno a loro.

La donna aveva manifestato fin da subito condizioni disperate, con una ferita all’anca e una grave frattura al bacino. Trasportata con la massima urgenza in un altro ospedale, i medici hanno cercato di salvare la sua vita e quella del bambino, senza però riuscirci. Il piccolo era morto già al momento del parto cesareo, mentre la giovane madre è deceduta poco dopo.

Qual è la situazione di Mariupol nella guerra contro la Russia e perché è stato attaccato l’ospedale

La notizia della morte è stata diffusa questa mattina dalla Associated Press, 5 giorni dopo l’atroce bombardamento che non ha risparmiato donne e bambini ricoverati nell’ospedale.

Non si conosce il nome della donna, ma si sa che il marito e il padre sono andati a recuperare il suo corpo, risparmiandole la sepoltura nelle fosse comuni scavate a Mariupol. Al momento, la città si trova in condizioni disperate. Come riferisce il Comitato Internazionale della Croce Rossa, sono almeno 2.187 le persone morte dall’inizio dell’invasione russa e centinaia di migliaia di cittadini non possono fuggire a causa dei combattimenti che stanno martoriando Mariupol.

Da parte della Russia, l’accusa di essersi macchiata di un crimine di guerra è stata respinta più volte, sostenendo invece che l’ospedale da Mariupol fosse il nascondiglio del battaglione Azov e che non fossero presenti donne né bambini. In particolare, la modella e blogger Marianna Podgurskaya è stata accusata di essere un’attrice intenta a simulare le ferite. La giovane blogger è invece diventata un simbolo di speranza dopo il dolore del bombardamento, dopo aver dato alla luce la sua bambina pochi giorni fa.

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