Cronaca Nera

Morte di Liliana Resinovich: il risultato delle analisi sulle tracce di Dna individuate dagli inquirenti

Arrivano i primi risultati sulle tracce di Dna isolate sul cordino rinvenuto intorno al collo di Liliana Resinovich, la 63enne di Trieste trovata senza vita dopo la misteriosa scomparsa.
Morte di Liliana Resinovich: il risultato delle analisi sulle tracce di Dna individuate dagli inquirenti

Novità nelle indagini sulla morte di Liliana Resinovich, la 63enne scomparsa il 14 dicembre 2021 dalla sua casa a Trieste e ritrovata senza vita il 5 gennaio scorso – il corpo all’interno di sacchi neri e la testa infilata in due buste chiuse intorno al collo – tra la vegetazione del parco dell’ex ospedale psichiatrico di San Giovanni. Secondo le informazioni trapelate nelle ultime ore, sarebbe arrivata una prima risposta sulle tracce di Dna isolate sul cordino che stringeva il collo della donna.

Liliana Resinovich: sua una traccia di Dna trovata sul cordino che aveva intorno al collo

L’elemento emerso, riportato in queste ore dal Corriere della Sera, sarebbe di notevole interesse investigativo per risolvere il giallo della morte della 63enne.

Gli inquirenti avrebbero trovato una traccia di Dna della stessa Liliana Resinovich sul cordino che chiudeva le buste di nylon in cui era infilata la sua testa.

Sarebbe questo uno dei primi importanti risultati portati alla luce dalle attività di analisi condotte dai laboratori della Scientifica sui reperti, all’esito della comparazione tra il materiale genetico isolato e quello della donna estratto in sede di esame autoptico.

Sullo stesso reperto, riferisce ancora il quotidiano, ci sarebbe un altro Dna, ma per la Procura non sarebbe significativo per quantità e quindi non sarebbe attribuibile.

Liliana Resinovich si è tolta la vita o è stata uccisa? Le indagini sul caso (con fascicolo aperto per sequestro di persona attualmente senza indagati) dopo il ritrovamento del corpo – in posizione fetale all’interno di sacchi neri e la testa infilata in due buste chiuse intorno al collo, nel Parco dell’ex ospedale psichiatrico di San Giovanni – potrebbero essere arrivate a un punto di svolta perché la presenza del Dna della donna deporrebbe a favore dell’ipotesi suicidaria.

Il marito di Liliana Resinovich contro l’amico della donna, Claudio Sterpin: le parole di Sebastiano Visintin

Si scava ancora nella storia personale della 63enne, alla ricerca di elementi utili a ricomporre il mosaico del dramma. Poche settimane fa, il marito di Liliana Resinovich ha rivolto dure parole contro l’amico della donna, Claudio Sterpin, che fu il primo ad allarmarsi per la sua scomparsa. Attraverso i microfoni di Quarto Grado, Sebastiano Visintin si è scagliato contro l’uomo che, dopo aver riallacciato un profondo rapporto con lei, ha sostenuto che la donna fosse in procinto di cambiare vita lontano dal coniuge proprio a ridosso della scomparsa.

Uno scenario fortemente respinto da quest’ultimo, dettosi incredulo davanti all’ipotesi che la moglie volesse la separazione: “A un certo punto si è resa conto che questa persona qua voleva forse troppo. Voleva che lei facesse dei passi che non facevano parte della sua volontà. Non ho mai avuto un sospetto, il nostro rapporto stava crescendo. Io dico solo una cosa al signor Claudio: ‘Cosa è venuto a fare nella nostra casa, nella nostra famiglia? Cosa sei venuto a fare? Cosa hai dentro di te? Come hai potuto fare queste cose con Lilly?

Tormentarla, dirle delle cose forse inventate dalla tua mente. Ascolta, Claudio, non avrò pietà verso di te. Perciò devi guardare dentro la tua coscienza, dentro la tua anima, se ce l’hai (…). Sono solo tue fantasie“.

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