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Colpito un ospedale pediatrico in Ucraina: “Ci sono morti e feriti, tra cui bambini”. Le accuse di Zelensky

Nella notte la notizia di un ospedale pediatrico colpito dopo più di un mese dall'inizio dell'invasione russa. Le prime informazioni parlano di vittime anche tra i bambini.
Zelensky

Mentre le immagini di Bucha ancora scorrono sulle tv e sui giornali di tutto il mondo, la Russia sottolinea che dimostrerà all’Onu la propria innocenza dopo le accuse di aver commesso crimini di guerra. Zelensky oggi si rivolgerà direttamente al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite per chiedere una indagine in merito alle stragi.

Esercito ucraino rivela che sarebbe stato colpito un ospedale pediatrico a Mykolaiv

Di nuovo un ospedale. È notizia delle ultime ore che l’ospedale pediatrico di Mykolaiv, nel sud dell’Ucraina, è stato colpito dai russi. Lo Stato Maggiore di Kiev, nel suo bollettino quotidiano, spiega che sarebbe stato colpito con armi non convenzionali, ovvero vietate dalla Convenzione di Ginevra: “Infrastrutture civili e mediche, tra cui un ospedale pediatrico, è stato colpito dal fuoco nemico.

Ci sono morti e feriti, tra cui bambini“, riporta AdnKronos.

Zelensky parla all’Onu

È previsto oggi pomeriggio, alle 16 italiane, Zelensky parlerà al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. Il discorso del premier ucraino probabilmente toccherà il tema dei crimini di guerra. Nella notte, infatti, in un nuovo messaggio ha detto: “Vorrei sottolineare che siamo interessati a un’indagine più completa e trasparente possibile” su quanto avvenuto nei luoghi occupati dai russi e “I risultati di questa indagine saranno resi noti e spiegati all’intera comunità internazionale“.

E mentre il mondo guarda attonito ormai da giorni le immagini che arrivano da Bucha, la città dove sono stati trovati i corpi di civili uccisi nelle strade e nelle fosse comuni, Zelensky sottolinea che “questa è solo una città: una delle tante comunità ucraine che le forze russe sono riuscite a catturare” e che “ora ci sono informazioni che a Borodyanka e in alcune altre città ucraine liberate il numero delle vittime degli occupanti potrebbe essere anche molto più alto“.

Il premier ucraino si è poi rivolto direttamente ai militari russi: “La fine della vostra vita sarà dietro le sbarre“, ha detto. “Oggi le persone non vengono giustiziate“, ha aggiunto, “Ma tutti i bugiardi in prima linea e i loro capi a Mosca dovrebbero ricordare: la fine della vostra vita sarà dietro le sbarre“.

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