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Yara, Bossetti incassa un altro no: il presunto depistaggio che ha denunciato sul Dna per la Procura non esiste

Pubblicato: 12/04/2022 12:18

Non c’è alcuna svolta per Massimo Bossetti: arriva un altro no sulla sua battaglia per l’accesso ai reperti dell’omicidio di Yara Gambirasio, caso per cui è all’ergastolo in via definitiva. La Procura di Venezia ha chiesto l’archiviazione del fascicolo scaturito dalla denuncia per frode processuale e depistaggio presentata dal detenuto. La difesa annuncia opposizione.

Yara Gambirasio: la Procura chiede archiviazione per le ipotesi di frode processuale e depistaggio avanzate da Bossetti

La nuova doccia fredda per Bossetti sarebbe arrivata poche ore fa con la richiesta di archiviazione del fascicolo aperto in seguito alla sua denuncia per presunti frode processuale e depistaggio in merito alla conservazione dei reperti del caso Yara Gambirasio.

Secondo quanto trapelato, riferisce Ansa, la Procura di Venezia ritiene che non sia emersa “alcuna prova di un piano orchestrato allo scopo di depistare eventuali nuove indagini difensive” e non sussisterebbero elementi a supporto dell’ipotesi che qualcuno abbia intenzionalmente “lasciato deperire il Dna di Ignoto 1” per impedire eventuali ulteriori accertamenti rispetto agli esiti che avrebbero inchiodato il muratore di Mapello al profilo dell’assassino della 13enne.

A seguito della denuncia di Bossetti sarebbero stati iscritti due nomi nel registro degli indagati, come riportato dall’Adnkronos, con l’ipotesi di reato di frode in processo penale e depistaggio: il presidente della Prima sezione penale del tribunale di Bergamo, Giovanni Petillo, e una funzionaria dell’Ufficio corpi di reato, Laura Epis, con fascicolo aperto dal procuratore aggiunto Adelchi D’Ippolito a Venezia (competente per le inchieste riguardanti magistrati bergamaschi).

Ora lo stesso magistrato avrebbe chiesto al giudice di archiviare, per l’assenza di prove che portino a determinare che ci sia stata un’azione volontaria atta a distruggere o portare a deterioramento i 54 campioni di Dna al centro del caso.

La difesa di Bossetti annuncia: “Faremo opposizione

A stretto giro l’annuncio della difesa di Massimo Bossetti, rappresentato dagli avvocati Claudio Salvagni e Paolo Camporini. Ai microfoni di Adnkronos, il primo ha dichiarato di voler procedere con una opposizione per conto dell’assistito: “Acquisiremo gli atti del fascicolo, li studieremo e faremo opposizione all’archiviazione perché per noi il depistaggio è evidente“.

Nel gennaio scorso, Bossetti aveva espresso nuovamente il suo rammarico per non aver ottenuto mai l’ok a una analisi dei reperti in contraddittorio. Da anni i legali chiedono di poter esaminare quelle che, secondo l’accusa consacrata in tre gradi di giudizio, sarebbero le prove della sua colpevolezza. Centimetro dopo centimetro, atto dopo atto, la strada per un orizzonte di revisione del processo – su cui Bossetti avrebbe investito un importante bagaglio di speranze – si fa sempre più difficile. Il timore della difesa è che la possibilità di analisi sul materiale, e quindi quella di dimostrare l’innocenza del suo assistito, possa essere compromessa in modo irreversibile da una cattiva conservazione delle tracce.

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Ultimo Aggiornamento: 13/04/2022 07:28