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Lockdown a Shanghai, cresce il malcontento: proteste e scontri in strada mentre aumentano i contagi

Shanghai continua a essere in lockdown, in una situazione che sta provocando malcontenti sempre maggiori nei cittadini, fino a sfociare in scontri e proteste.
Lockdown a Shanghai, cresce il malcontento: proteste e scontri in strada mentre aumentano i contagi

La città di Shanghai resta in lockdown. La nuova ondata di contagi si sta trasformando in un’emergenza sanitaria che il governo faticherebbe a gestire e che sta suscitando malcontento e proteste nella popolazione. Sarebbe sempre più difficile procurarsi il cibo e i beni di prima necessità.

Shanghai in lockdown, proteste e malcontento in una delle principali metropoli della Cina

Shanghai è una città che conta 25 milioni di abitanti e da fine marzo si trova costretta in un lockdown serrato a causa dell’esplosione di nuovi casi di Coronavirus. Questa nuova ondata della variante Omicron sta registrando numeri paragonabili a quelli della prima ondata nel 2020, quando il virus si è propagato da Wuhan.

La Commissione sanitaria municipale ha accertato, nella giornata di giovedì, 3.200 nuovi casi e 19.872 soggetti asintomatici. Il governo ha disposto regole molto rigide secondo le quali i residenti devono restare chiusi nelle proprie case da settimane, con la conseguente difficoltà di ottenere cibo, medicinali e beni di prima necessità. In alcuni casi il malcontento è sfociato in veri e propri scontri.

Scontri tra forze dell’ordine e cittadini a Shanghai: manca il cibo

Sui social cinesi, nonostante il blocco di alcuni hashtag disposto dal governo, stanno diventando virali i video e le testimonianze di scontri tra i cittadini e le forze dell’ordine.

Gli abitanti di Shanghai sono mostrati mentre tentano di rompere le barricate e i blocchi posti in alcune zone della città e, infine, mentre sono arrestati da poliziotti abbigliati con le tute bianche protettive. La causa principale dell’ondata di proteste sarebbe da ricercarsi nella politica di “tolleranza zero” adottata dalle autorità e ribadita dal presidente cinese Xi Jinping: controlli serrati, carenza di cibo, separazione dei bambini ammalati dai genitori negativi al Covid e il confinamento nelle strutture di quarantena anche per le persone asintomatiche.

Shanghai si sta infatti preparando ad aggiungere altre 100 di queste strutture.

L’obiettivo del governo cinese per i contagi da Coronavirus

Le autorità cittadine sarebbero al lavoro per ripristinare le forniture dei beni di prima necessità e le riaperture dei supermercati, nel rispetto delle regole di contenimento del Coronavirus. In tutta la Cina si starebbe cercando di semplificare la logistica e garantire quindi una maggiore distribuzione dei beni essenziali per i cittadini.

Alla base delle regole ferree ci sarebbe non solo la volontà di contenere la diffusione del Covid, ma anche l’obiettivo di raggiungere 0 contagi.

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