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Giulio Regeni, la procura di Roma ricorre in Cassazione per far ripartire il processo che è stato sospeso

Negli scorsi mesi era stata presa la decisione di sospendere il processo contro i 4 007 egiziani imputati nel processo Regeni: le parole di Sergio Colaiocco.
Giulio Regeni, la procura di Roma ricorre in Cassazione per far ripartire il processo che è stato sospeso

La procura di Roma ha intenzione di sciogliere lo stallo in cui si trova, al momento, il processo Regeni che vede come accusati principali 4 007 egiziani imputati per il sequestro, la tortura e l’omicidio di Giulio Regeni.

Il processo, infatti, è bloccato per via della decisione del Gup di non poter andare oltre nell’iter processuale per via dell’impossibilità di notificare gli atti ai 4 imputati, che hanno fatto perdere ormai da tempo le loro tracce. 

007 egiziani introvabili, lo stop al processo per gli atti non notificati

Lo scorso 11 aprile il Giudice delle udienze preliminari aveva stabilito che il processo andava sospeso fino a che non si fossero potuti notificare concretamente ai 4 007 egiziani i documenti processuali.

  La decisione del Gup arrivava in coda a quella della Corte d’Assise che, nell’ottobre 2021, aveva stabilito che la sospensione del processo Regeni non avrebbe potuto continuare senza la notifica effettiva degli atti.

Ora il procuratore Sergio Colaiocco ha presentato un ricorso che chiede che il provvedimento della Corte d’Assise sia annullato affinché si esca dalla “stasi processuale” e si possa procedere con le udienze. Secondo Colaiocco, infatti, “vi è una ragionevole certezza che i quattro imputati egiziani hanno conoscenza dell’esistenza di un procedimento penale a loro carico avente ad oggetto gravi reati commessi in danno a Giulio Regeni”.

Cassazione, procedimenti continuati anche in casi di imputati “finti inconsapevoli”

Secondo quanto scritto nel ricorso, inoltre, in diverse sentenze di Cassazione è già stato deciso in precedenza che, nonostante non fosse stato possibile fornire con certezza alla parte imputata la data d’udienza ed il capo d’imputazione, si poteva comunque procedere nel processo: questo accadeva infatti in casi in cui si era davanti a “finti inconsapevoli”.

Nel caso degli 007 egiziani si ha infatti il sospetto che i 4 imputati si stiano appositamente nascondendo, proprio in quanto consci della posizione in cui si trovano.

Le indagini che hanno portato all’individuazione ed identificazione dei 4 accusati si sono chiuse il 10 dicembre 200: il 25 maggio 2021 il generale Tariq Sabir, il maggiore Magdi Sharif ed i colonnelli Athar Kamel e Usham Helmi sono stati rinviati a giudizio. Ai 4 sono stati contestati i reati di lesioni personali gravissime, omicidio e sequestro di persona pluriaggravato.

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