Cronaca dal Mondo

Muore congelato a 7 anni, viveva tra i rifiuti: accusata la madre. Le condizioni che avrebbero causato la morte

Eroina e crack erano, per la madre del bambino di 7 anni morto congelato, più importanti della vita del piccolo, che sarebbe morto proprio per la negligenza della donna.
Madre uccide figlio 7 anni per negligenza

Madre uccide figlio di 7 anni ignorando le richieste di aiuto, l’unico letto della casa era utilizzato per intrattenere rapporti sessuali con i clienti, al fine di comprare eroina e crack. È quanto si apprende dal processo, la morte del bambino di 7 anni sarebbe avvenuta a causa della negligenza delle madre che “dava priorità alla dipendenza” dalle droghe. La donna è andata a processo, ammettendo quattro capi d’imputazione per crudeltà sui minori e dovrà ora scontare 20 anni di carcere.

Bambino di 7 anni muore congelato: cos’è successo

Il bambino di 7 anni sarebbe stato trovato morto congelato nel giardino della casa degli orrori in cui viveva, con “una foglia in mano”, a quanto riporta il Mirror, nel 2017.

La mattina, attorno alle 7 la madre avrebbe allertato il numero d’emergenza, dicendo che “è morto .. mio figlio”. “Dev’essersi svegliato ed è uscito fuori.. ha l’asma, si è addormentato fuori.. non mi ha svegliata”.

Secondo quanto emerso dal processo, il bambino di 7 anni soffriva d’asma, ed era premura della madre occuparsene. Lei racconta che quando non riusciva a dormire, generalmente, il piccolo la svegliava ed assieme andavano a prendere una boccata d’aria. Tuttavia, quella notte la madre non si sarebbe svegliata.

Potrebbe sembrare un incidente come tanti altri, ma la realtà che avrebbero scoperto gli inquirenti sarebbe stata decisamente peggiore. 

Madre uccide figlio di 7 anni: tossicodipendenza e prostituzione

Per gli inquirenti non ci sarebbero dubbi, la morte di Hakeem sarebbe stata causata dalla negligenza della madre, che non si sarebbe preoccupata di tenere sotto controllo l’asma del figlio, preferendo pensare alla sua dipendenza dalle droghe. Avrebbe, infatti, ammesso di aver consumato eroina tre volte nelle ore immediatamente precedenti alla morte del figlio di 7 anni.

 

L’avvocato della difesa durante il processo, sempre secondo la ricostruzione del Mirror, avrebbe evidenziato che la donna era dal 2002 una tossicodipendente registrata ed in cura. Ma questo non avrebbe permesso di salvare la vita al figlio di 7 anni. 

Oltre a questo, l’accusa avrebbe anche evidenziato le condizioni disumane nelle quali il bambino era costretto a vivere, tra rifiuti, panni e piatti sporci, con un unico letto in casa, usato dalla madre per guadagnare soldi per l’acquisto di droghe. 

Bambino morto congelato: la casa degli orrori

La grave negligenza di cui è accusata la madre del bambino di 7 anni morto congelato si riscontra praticamente in ogni aspetto della sua corta vita.

Il bambino in passato era stato ricoverato in ospedale per 3 volte a causa della sua asma. Per gli inquirenti c’erano tutti i presupposti perché il piccolo si salvasse seguendo i consigli del medico ma la madre avrebbe invece “dato priorità alla sua dipendenza dall’eroina e dal crack”. 

Negli ultimi due mesi la scuola che frequentava Hakeem ha registrato 59 assenze non giustificate dalla madre, mentre l’infermiera della scuola aveva avvisato della possibile morte del piccolo “entro il fine settimana”, notando un peggioramento netto della sua asma.

 

Dentro la casa degli orrori nella quale viveva con la madre, gli inquirenti avrebbero fatto una serie di sconcertati scoperte. Vi era un solo letto in casa, privo di lenzuola, solamente con un rotolo di carta da cucina sopra, mentre “i vestiti sporchi e ammucchiati” sul pavimento. In cucina piatti sporchi ovunque, senza una singola superficie libera. Sacchi di spazzatura negli angoli e sui mobili, assieme a sporco e macchie incrostate.

In giro per casa sarebbero stati trovati oggetti ed accessori utilizzati per il consumo di droghe, eroina e crack soprattutto.

Gli stessi inalatori per l’asma del bambino di 7 anni erano svuotati e avvolti nella stagnola, utilizzati dalla donna come pipette. Le analisi avrebbero evidenziato nel corpo di Hakeem una concentrazione tale di eroina e crack da far pensare ad un uso abitudinario per un adulto. 

La casa era impregnata dall’odore acre di fumo ed i polmoni del piccolo erano “gonfi, ristretti, irrigiditi e infiammati”. Per il giudice, sarebbe l’ennesima morte inutile, consumatasi per via della negligenza di un genitore.

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