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Vladimir Putin durante le celebrazioni della Giornata della Vittoria: “La Nato non ha voluto ascoltare”

Pubblicato: 09/05/2022 15:31

È infine arrivato il 9 maggio, la data che segna il 77esimo anniversario della vittoria russa sul nazismo. Dopo i timori espressi nei giorni scorsi su un possibile inasprimento del conflitto in Ucraina, si è tenuto il consueto discorso del presidente russo Vladimir Putin.

Vladimir Putin parla alla Russia dalla Piazza Rossa: “Combattete per la nostra gente nel Donbass

Attorno alla data di oggi si erano concentrati numerosi timori. Il 9 maggio è una data molto sentita a livello nazionale in tutta la Russia, perciò nei gironi scorsi si era ipotizzato che il presidente Putin potesse dichiarare una guerra “totale” all’Ucraina abbandonando la definizione di “operazione militare speciale”. “Compagni ufficiali, sottoufficiali, compagni, generali e ammiragli, mi congratulo con voi per il 77esimo anniversario della grande vittoria – ha esordito Vladimir Putin – Anche ora in questi giorni voi combattete per la nostra gente nel Donbass, per la sicurezza della nostra patria”. Nel suo discorso non sembra rintracciabile la violenza e la retorica della guerra che era stata ipotizzata fino a pochi giorni fa. Dal palco che è stato allestito per l’occasione nella Piazza Rossa, il presidente russo ha anzi affrontato la scottante questione delle numerose perdite registrate dall’esercito di Mosca, dichiarando come “La morte di ognuno dei nostri soldati e dei nostri ufficiali è un dolore che grava su tutti noi” e che “Lo Stato farà di tutto per aiutare le famiglie, e darà un supporto speciale ai bambini delle vittime e ai nostri compagni feriti”.

Le cause della guerra in Ucraina secondo il presidente russo: “La NATO non ha voluto ascoltare

In merito alla guerra che sta sconvolgendo l’Ucraina, Vladimir Putin ha sostenuto che “Nonostante tutte le divergenze nei rapporti internazionali, la Russia si è sempre battuta per creare un sistema di sicurezza equo e paritario, un sistema di vitale necessità per tutta la comunità mondiale”, precisando come “La Russia esortava l’Occidente ad un dialogo onesto, alla ricerca di soluzioni ragionevoli e di compromesso, alla considerazione dei reciproci interessi”. A questo punto il presidente russo ha lanciato un’accusa affermando che “I Paesi della Nato non ci hanno voluto ascoltare e ciò significa che avevano ben altri piani. Ci si preparava a una ennesima aggressione nel Donbass, all’invasione nelle nostre terre storiche, inclusa la Crimea. A Kiev intanto veniva dichiarata possibile l’acquisizione dell’arma nucleare. Siccome esisteva una minaccia immediata ai nostri confini, la Russia ha fermato preventivamente l’aggressione. Era l’unica decisione corretta e tempestiva da prendere”.

Le dure parole della Russia agli Stati Uniti: “ciniche falsificazioni della storia

In occasione delle celebrazioni di oggi, Vladimir Putin ha anche riservato parole molto dure agli Stati Uniti, accusati “soprattutto dopo lo scioglimento dell’Unione Sovietica” di aver “curato solo la loro esclusività, umiliando così non solo tutto il mondo ma anche i propri Paesi satelliti che sono costretti a far finta di non accorgersi di nulla e a inghiottire tutto questo docilmente”. A questa caratterizzazione degli Stati Uniti ha contrapposto invece quella della Russia, dipinta come non disposta a rinunciare all’”amore per la Patria, alla fede e ai valori tradizionali, alle usanze degli antenati, al rispetto verso tutti i popoli e le culture”. Il presidente russo ha anche parlato di “degrado morale” che avrebbe causato “ciniche falsificazioni della storia della Seconda guerra mondiale, della fomentazione della russofobia, dell’esaltazione dei traditori, arrivando a cancellare il coraggio di coloro che ottennero tra le sofferenze la Vittoria”.

Le commorazione della Russia degli alleati che vinsero la battaglia contro il nazismo

Facendo esplicito riferimento al divieto imposto dagli Stati Uniti ad alcuni veterani della Seconda Guerra Mondiale, che avrebbero dovuto prendere parte alle celebrazioni di oggi in Russia, Putin ha dichiarato che “Noi invece li onoriamo, come facciamo con gli altri alleati”, tra cui “gli americani, i britannici, i francesi, oltre ai soldati della Cina e ai partigiani, a tutti coloro che hanno sconfitto il nazismo”. Nel corso della celebrazione è stato osservato un minuto di silenzio per i “martiri di Odessa bruciati vivi nella Casa dei sindacati nel maggio 2014, dei residenti del Donbass e dei partecipanti all’Operazione militare speciale”. Per il momento, dunque, la celebrazione si è limitata a essere tale e non è sfociata in una nuova svolta nella guerra in Ucraina, timore che era stato espresso dal Segretario NATO Jens Stoltenberg.

Che cosa si celebra il 9 maggio in Russia: che cos’è il Giorno della Vittoria

Ogni 9 maggio in Russia si celebra il Giorno della Vittoria, un’occasione per commemorare la vittoria dell’Armata Rossa sulle forze del terzo Reich durante il secondo conflitto mondiale. Quel giorno di 77 anni fa, infatti, la Germania firmava la resa decretando la vittoria degli Alleati e dunque anche della Russia. In questa giornata di festa nazionale le strade di Mosca ospitano la sfilata dell’arsenale bellico, tra carri armati e colonne di veicoli, oltre alle parate militari. Il maltempo ha però bloccato il volo degli 8 aerei di guerra in formazione a Z, come ha riferito il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, che dunque non hanno potuto sorvolare i cieli della città. In tutto il Paese sono inoltre in corso manifestazioni patriottiche.

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