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Disperatamente mamma-Julia Elle, intervista all’ex Paolo Paone: lui racconta la sua verità sulle violenze e su cosa lei pretende ora da lui

Arrivano le parole in esclusiva di Paolo Paone, ex compagno e padre della prima figlia di Julia Elle, alias Disperatamente Mamma. La sua versione sulle "violenze".
Julia Elle, alias Giulia Cutispoto, è da giorni sulla graticola del gossip per via di alcuni aspetti della sua vita privata venuti alla luce, e per quanto differiscano dai racconti che lei stessa fa della sua vita.

Si apre un nuovo capitolo nella vicenda di Julia Elle, ovvero Disperatamente Mamma, al secolo Giulia Cutispoto. Oltretutto quello che si apre ora è il capitolo più atteso, ovvero quello in cui Paolo Paone, padre biologico della primogenita di Julia Elle, ex compagno ed ora rivendicatore di diritti, risponde ad alcune domande spinose e dà la sua definitiva versione dei fatti.

Intervistato da Selvaggia Lucarelli per Domani, Paolo Paone aveva già raccontato quanto accaduto dal suo punto di vista, così come lo aveva fatto il padre biologico di Chris, secondogenito di Julia Elle, citato sotto pseudonimo.

Adesso, però, paone interviene a rispondere su quelli che erano i punti oscuri del suo racconto. Perché parlare solo ora? Perché assecondare le menzogne di lei? Come si spiegano le accuse di violenza, e quei messaggi fortissimi da lei condivisi?

Julia Elle, Disperatamente Mamma: la verità sui figli e le menzogne nei libri

Paone sembra avere una risposta in ogni caso. Sul momento scelto per parlare, dà una risposta semplice: ”Perché il mio silenzio era funzionale a stare con i miei figli. Nel momento in cui non serviva più a quello, non aveva più senso”. Anche assecondare la versione data da lei era un modo per tenere calme le acque e poter stare con i piccoli, e oltretutto non c’era e non sembra esserci alcun attrito con il nuovo marito dell’influencer, Riccardo Macario:” A me Riccardo piaceva, è bravissimo con i bambini, ha una famiglia perbene, ero anche contento che Chris crescesse con lui, che lo mettesse a letto e gli preparasse la colazione.

Era anche giusto che i bambini lo chiamassero “papi” visto tutto quello che fa per loro, l’errore è che Julia mi voglia sostituire come padre. Spero di non entrare nel tunnel degli assistenti sociali, di non soffrire, di non vedere i bambini soffrire.

Voglio solo vedere Chloe e Chris. Mi mancano. Non so perché Julia mi stia facendo questo. Anzi, ci stia facendo questo”.

Paolo Paone spiega perché non ha riconosciuto Chris come suo figlio

Chris, nonostante non sia suo figlio biologico, è molto amato da Paone:” Era il figlio di un’altra persona, all’inizio non lo amavo. Dopo due anni mi sono affezionato, le ho chiesto se potevo riconoscerlo. Lei mi ha detto che ormai c’era un’altra persona nella sua vita, Riccardo”. Inoltre, ci sarebbero molte cose che Paone non potrebbe fare con i bambini:” Non posso fare le foto con i bambini.

Non mi permette di lavarli, dice che ha ricevuto troppe testimonianze di abusi in famiglia e non si fida. Non posso fare la doccia a mia figlia. Vorrei che facesse ginnastica artistica, la bambina è bravissima, è portata, ma neanche quello. Julia dice che poi le insegnano la competitività.

Io le ho risposto: le insegnano la vita”.

Addirittura pare che anche condividere le foto dei bambini sui social gli sia stato vietato con una lettera di un avvocato: lui, a sua volta, sta agendo per capire come mai i brand con cui l’ex compagna collabora, che usano anche il volto dei bambini, non abbiano mai chiesto anche la sua autorizzazione.

Paolo Paone e le accuse di violenza: la sua versione dei fatti

Arrivando poi al capitolo più critico, quello sulle violenze, Paone dice che non c’è mai stata alcuna denuncia da parte di Julia Elle e che quei messaggi non raccontano tutto: ”Lei parla di un coltello, ma io ho tutta la conversazione, vuoi sapere cosa è successo? Era una mattina del 2018, io stavo prendendo le pizzette per i bambini, lei mi scrive “Hai 10 minuti di ritardo, non venire più dai bambini”. Io ero inca**ato nero perché in quel periodo li vedevo solo la mattina, gli stavo portando le focacce, le dico:” Ma come stai messa?

Che gliene frega ai bambini se tardo 10 minuti?” Ero esasperato, in quei messaggi l’ho insultata, ma poi ci sono anche le mie scuse per come le ho parlato”.

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