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Un altro orrore nella vita di Marta Di Nardo, la donna uccisa e fatta e pezzi dal vicino

Pubblicato: 23/10/2023 08:53

Ci fu un altro orrore nella vita di Marta Di Nardo, la 60enne scomparsa da Milano e ritrovata cadavere nell’appartamento di Domenico Livrieri. La violenza, infatti, era già entrata nella vita della donna una sera d’estate di quattordici anni fa: era il 3 agosto del 2009 e Di Nardo, all’epoca 46enne, fu stata stuprata di notte all’interno del Parco Lambro. Ci vollero tre mesi di indagini da parte della Squadra mobile per trovare ed arrestare l’autore, un egiziano allora 26enne. E’ questo riporta Repubblica.
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Marta di Nardo, il trauma dello stupro in un parco

Un trauma che può aver generato o acuito i problemi della donna, che adesso era seguita dal Cps (anche) per ludopatia. Viveva in una casa Aler da pochi anni. Sola, un marito perso anni fa, un figlio che vedeva a intermittenza (“ci vediamo due o tre volte all’anno e ho saputo dal Cps che mia madre fosse irreperibile”, ha detto lui stesso quando il 17 ottobre ha presentato denuncia per “allontanamento volontario”), andava avanti con la magra pensione di reversibilità del marito.

Un misero reddito. Su cui Livrieri, anche lui con problemi, seguito dal Cps, tossico e con precedenti (tra cui uno per violenza sessuale) evidentemente aveva messo gli occhi addosso: “Volevo il suo bancomat”, avrebbe confessato, in dichiarazioni spontanee ai carabinieri. E a casa sua c’erano il libretto postale, il Postamat e due Postepay di Marta Di Nardo.

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Marta di Nardo, il ritrovamento del cadavere

Il corpo della 60enne era stato trovato nell’abitazione di Livrieri, in via Pietro Da Cortona 14, nello stabile in cui entrambi abitavano, sullo stesso pianerottolo. I carabinieri della compagnia di Porta Monforte erano entrati nell’abitazione dell’uomo per un sopralluogo, durante il quale sono state trovate tracce di sangue e successivamente il cadavere tagliato a metà. L’uomo, 46 anni, è stato condotto in serata in caserma per essere interrogato. Dopo un’iniziale resistenza, l’uomo ha confessato l’omicidio, aggiungendo anche il movente. Tormentato dalla tossicodipendenza ha detto: “L’ho uccisa per il suo bancomat”.

Ultimo Aggiornamento: 23/10/2023 17:25