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Pozzolo, Luca Campana non riesce a camminare ed è sotto shock: “È molto provato”

Pubblicato: 04/01/2024 10:39

Porta addosso i segni dello sparo di Capodanno: Luca Campana, 31 anni di Candelo (ad una manciata di chilometri da Biella), è zoppicante e si sorregge su un paio di stampelle. Non vuole parlare con i cronisti che lo hanno atteso fuori casa. Ma dai parenti è filtrata la notizia che, ieri mattina, le dichiarazioni i del deputato di Fratelli d’Italia Emanuele Pozzolo («Non avevo io la pistola, l’arma è caduta a terra, il colpo è partito a chi ha raccolto il revolver dal pavimento: si è sparato da solo») lo hanno fatto sobbalzare. «Io quella pistola non l’ho neppure mai vista, figuriamoci se l’ho toccata. Come fa un parlamentare a dire una bugia simile? Ci sono i testimoni, hanno visto tutto». Uno sfogo amaro per chi oggi ha avuto la sensazione di essere stato vittima due volte.
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I parenti di Luca Campana: “E’ provato, non riesce a camminare”

Dietro alla finestra al primo piano, oltre l’inferriata marrone del balcone, si vedono i giochi dei suoi due bambini; nel cortile il furgone della ditta di sistemi di sicurezza per la quale lavora. Lo racconta questa mattina Cesare Giuzzi sul Corriere della sera. La prima prognosi dei medici dell’ospedale di Ponderano che gli hanno estratto il proiettile calibro 22 dalla coscia sinistra è stata di dieci giorni. Ma ci vorrà molto più tempo prima che possa recuperare la mobilità completa della gamba. «È provato, non riesce a camminare, stiamo facendo il possibile perché guarisca in fretta», dicono i parenti chiusi in casa con lui insieme agli amici. Ma se le condizioni fisiche sono precarie ancora peggio sono quelle psicologiche. E non solo per lo choc di quanto accaduto la notte di Capodanno: colpito a una gamba da un proiettile «vagante» a una festa alla quale partecipava insieme alla moglie e ai due bambini.

L’inchiesta per esplosioni pericolose e omessa custodia dell’arma

Il suo legale, l’avvocato Marco Romanello, non ha ancora presentato querela in Procura. Un atto decisivo per permettere ai magistrati di procedere contro Pozzolo per il reato di lesioni colpose. I pm comunque indagano d’ufficio per esplosioni pericolose e omessa custodia dell’arma. Romanello incontrerà di persona lunedì il giovane ferito: «In quel momento faremo le nostre valutazioni, abbiamo 60 giorni di tempo. Non ho ancora avuto modo di parlare con calma con Luca. È sotto choc e adesso ha bisogno di stare tranquillo», spiega il legale.

Cosa è accaduto la notte di San Silvestro

Luca Campana è il genero del caposcorta del sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro, sempre di Fratelli d’Italia. Era stato lui ad invitarli domenica sera all’ex asilo nido di Rosazza, sede della Pro loco, dove Delmastro e la sorella Francesca (che è sindaca del paese della Valle Cervo) aveva organizzato un piccolo veglione di San Silvestro.

Un evento «privato» e «casalingo» con il cibo portato da casa dagli invitati, poco più di una ventina. Non un appuntamento aperto al pubblico tanto che neppure era stata fatta la segnalazione alla Questura di Biella sulla presenza del sottosegretario e della sua scorta. Tutti i commensali avevano portato i bambini. E anche Luca Campana e la moglie Valentina si erano presentati con i due figli. Quando è partito lo sparo loro erano in un’altra area del palazzo. Non hanno assistito direttamente al ferimento del papà e alle concitate fasi dei soccorsi. Però hanno sentito il colpo, confuso con quello di fuochi d’artificio e petardi.

Nel salone c’erano però altri minori. Alcuni molto vicini al punto da cui è stato esploso lo sparo. E la presenza di bambini è uno degli elementi su cui sta cercando di far luce la Procura di Biella perché potrebbe portare a un aggravamento delle accuse nei confronti del deputato Pozzolo.