
Dopo aver scoperto di avere un cancro a 28 anni, Matteo aveva congelato i suoi gameti e in un testamento olografo aveva dichiarato di volerli lasciare in eredità alla famiglia. Ora, in seguito alla sua morte, i familiari e la sua fidanzata vogliono entrare in possesso dei gameti, ma l’Asl di Careggi (Firenze) glielo nega.
La vicenda è arrivata anche in tribunale dove il giudice, con una sentenza di primo grado nel 2021, aveva dato ragione all’Azienda ospedaliera ma si tornerà in aula ad aprile in sede di appello, come riporta il quotidiano La Repubblica di Firenze.
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La famiglia ora vuole i gameti di Matteo: “Caterina andrà all’estero per l’inseminazione”
Caterina e Matteo erano fidanzati da anni, innamorati e desiderosi di avere una famiglia insieme. Ma quella felicità è stata spazzata via da una terribile diagnosi di cancro. Così Matteo decide di congelare il suo sperma, visto che la chemioterapia e le altre pesanti cure per il tumore rischiano di renderlo sterile. È il marzo 2019, per la procedura i due si rivolgono al Centro per la Crioconservazione dell’Azienda ospedaliera universitaria di Careggi. Le condizioni di Matteo però peggiorano. A inizio ottobre lui redige un testamento olografo in cui dispone che i gameti siano consegnati a Caterina, se non dovesse farcela. E purtroppo non ce la fa, muore a fine mese.
Ciononostante i familiari sono determinati a far valere quello che per loro è un diritto e stanno quindi cercando di agire in via extragiudiziale per risolvere la questione. “È inutile che ci si appelli al consenso informato. Stiamo cercando di risolvere in via extragiudiziale, per manlevare Careggi da ogni responsabilità e assicurare che in Italia noi non faremo niente con i gameti di Matteo. Al limite, lo faremo all’estero dove viene consentito per legge”, dichiara la famiglia dopo 4 anni di battaglia.
Sandra Becattini, mamma dei Matteo, ha ribadito che quei gameti sono l’ultima cosa rimastagli del figlio e lei e a sua famiglia li rivogliono: “Quello che decideremo di farci una volta che li abbiamo avuti sono affari nostri e sollevo la Asl da ogni tipo di responsabilità. Cristina pensa all’inseminazione all’estero senza violare la legge italiana”. Per la donna il figlio: “Ha scritto un testamento olografo lasciandoli in eredità a noi. È quello a fare testo”.
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