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Processo Ciro Grillo, la testimonianza di Silvia: “Mi teneva la testa e la portava verso il suo pene”

Pubblicato: 15/02/2024 08:31
processo Ciro Grillo Silvia

Nuovi colpi di scena durante il processo che si sta svolgendo a Tempio Pausania, in Sardegna, contro Ciro Grillo e tre suoi amici, accusati di stupro di gruppo nei confronti di una ragazza norvegese, avvenuto il 17 luglio del 2019. Emergono infatti nuovi dettagli della testimonianza di Silvia, nome di fantasia della presunta vittima. E sono parole che mettono i brividi.
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La versione di Silvia: “Cosa mi hanno fatto”

“Mi sentivo che con la testa… cioè che continuavo a perdere l’equilibrio. Non sentivo il mio corpo. – racconta Silvia ai magistrati – Non sentivo le gambe, non avevo più forza di alzarmi e cercare di divincolarmi. C’erano tutti e quattro, sentivo le loro voci, vedevo anche le gambe intorno a me e sentivo numerose mani sul mio corpo… E che si chiamavano per nome tra loro… Ciro e il nome di Francesco, Edoardo”.
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“Poi è successo che ho sentito da dietro i ragazzi che mi hanno presa. Mi hanno afferrata… ovunque io ho sentito tanti… Vittorio mi teneva la testa e la portava verso il suo pene, ho sentito tante mani sul mio corpo… ovunque… mi tenevano le gambe, poi sono cascata in avanti e ho avuto un black out. Da quel momento non ho più nessun ricordo”, prosegue il drammatico racconto di Silvia.

“A un certo punto mi sento tirare per i capelli subito dopo mi è stata messa questa bottiglia in bocca… in un solo sorso, ho tipo ingerito una grande quantità di liquido. Il gusto e l’odore mi ricordava la vodka… sì, ma aveva un colore strano… Sentivo la testa molto pesante. Ero totalmente frastornata, non capivo niente, ero in uno stato confusionale… cioè mi ricordo solo a tratti. Ho perso l’equilibrio quando lui mi ha tirato giù e sono caduta sul letto, sopra di lui… a quel punto loro mi hanno preso”, conclude la ragazza, presunta vittima di Ciro Grillo e dei suoi amici.
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