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Il figlio non se ne va di casa e lui lo porta in tribunale. La sentenza del giudice è tutta da leggere

Pubblicato: 15/04/2024 10:18
padre figlio tribunale

La notizia ha subito conquistato i giornali italiani, perché si tratta di un caso quasi clamoroso che ha innescato un acceso dibattito: è giusto o sbagliato? Un ragazzo di 30 anni non voleva lasciare la casa dei genitori, e così il padre lo ha citato in tribunale, vincendo. Il padre lo ha fatto per convincerlo a trovarsi un lavoro e diventare indipendente. E il giudice gli ha dato ragione. “L’uomo – ha stabilito – occupa senza titolo la casa paterna” e dovrà allontanarsi entro tre mesi. “Un messaggio educativo sofferto”, spiega a La Stampa l’avvocata Federica Viotto, che ha assistito il padre insieme alla collega Chiara Messana. Compiuti diciannove anni e conseguito il diploma in un istituto tecnico, il ragazzo decide di lasciare gli studi e accetta lavoretti saltuari restando a casa dei genitori. Loro si adoperano per trovargli un’occupazione stabile. “Siamo anziani, non potremo prenderci cura di lui per sempre”, confida il papà all’avvocata. (Continua a leggere dopo la foto)
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Deve inserirsi nel mondo del lavoro, ottenere un contratto solido. Quando avrà 40 anni sarà troppo tardi. Che futuro potrà avere?”, ragiona ancora il padre. Nel frattempo, il trentenne così ha spiegato al giudice, a settembre ha firmato un contratto di tirocinio in una fabbrica. E dopo il rinnovo di ottobre, continua a lavorare nell’azienda a tempo pieno, ma continua a vivere con i genitori. Da qui la decisione di rivolgersi al tribunale che ha così trovato la soluzione. Il caso, comunque, non è così isolato. I nostri giovani, infatti, “lasciano il nido” sempre più tardi: quasi 7 su 10 vivono ancora con mamma e papà (69,4%), quando nel resto d’Europa il dato medio si attesta al 50,6% dei maggiorenni under 35. E negli ultimi 10 anni la situazione è addirittura peggiorata, visto che nel 2012 i giovani ancora in cameretta erano il 61,4%. A rilevarlo è un recente focus dell’Istat. Ma le cattive notizie non finiscono qui. (Continua a leggere dopo la foto)

Ci sono aree del nostro Paese in cui le cose vanno anche peggio. Nel Mezzogiorno, in particolare, qui è addirittura il 71,5% dei 18-34enni a non aver tagliato il cordone ombelicale con i genitori. Mentre al Nord si scende, per così dire, al 64,3%. In questo scenario, non sorprende quindi che si stia spostando in avanti anche l’età di due passaggi fondamentali per sancire il distacco dal nucleo familiare d’origine: il matrimonio e la nascita dei figli. Nel 2021, l’età media del (primo) matrimonio degli italiani è stata di circa 36 anni per lo sposo e di 33 per la sposa. Alla fine, nel 2021, solo il 12,9% dei giovani under 35 risultava coniugato o coabitante in un nucleo familiare autonomo. Allo stesso modo, l’età del primo figlio sta salendo di circa un anno ogni dieci: oggi una donna partorisce per la prima volta attorno ai 32,4 anni mentre nel 2001 lo faceva a 30,5. Più in generale, oggi solo il 14,4% degli under 35 ha almeno un figlio.

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