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Proprietari di casa, arriva la stangata: ecco quanto pagheranno in più con la riforma del catasto

Pubblicato: 15/04/2024 21:21

I proprietari di casa, già alle prese con le future e ingentissime spese che dovranno sostenere – per rendere l’immobile “green” come deciso dall’Unione europea –, dovranno presto fare i conti anche con la riforma del Catasto. Riforma a lungo attesa: l’ultima revisione è intervenuta alla fine degli anni Ottanta. Sarà una riforma o, come si dice in questi casi, una stangata? Cerchiamo di capirlo assieme. Anzitutto precisiamo che ancora non è in vigore alcuna riforma, ma va da sé che, dal punto di vista essenzialmente tributario, vi saranno delle ricadute. Parimenti è evidente che i nuovi valori degli immobili potrebbero subire un aumento significativo: la riforma del Catasto potrebbe avere come conseguenze un aumento dell’Imu e dunque, a cascata, sulle fasce di reddito Isee dei proprietari, considerando che anche il valore della prima casa potrebbe subire un incremento non indifferente. Sono due le strade che l’esecutivo intende percorrere per rinnovare il Catasto, ovvero la modifica del sistema di rilevazione catastale e l’integrazione di informazioni nel sistema catastale stesso. (Continua a leggere dopo la foto)

Chi pagherà di più

Gli obiettivi esplicitamente dichiarati dal governo sono quelli di: rendere il sistema di imposte ancora più progressivo; contrastare l’evasione e l’elusione fiscale; un più efficace ed esatto classamento degli immobili e la già richiamata integrazione delle informazioni. Il tutto è racchiuso in un unico macro-obiettivo: perfezionare l’anagrafe tributaria integrata, stesso motivo che sottende al recente Piano Integrato di Attività e Organizzazione, destinato al triennio 2024-2026 dall’Agenzia delle Entrate. L’esecutivo intende procedere dando a ciascuna unità immobiliare un valore patrimoniale calcolato in base a parametri specifici. Dal punto di vista metodologico e procedurale, il nuovo sistema di rilevazione catastale, dapprima, stabilirà quali immobili risultino censiti e quai no, e quali rispettano la destinazione d’uso per la categoria catastale attribuita, in modo da giungere all’esatto valore degli edifici. Questo permetterà di individuare anche gli immobili abusivi. A incidere sulla valutazione degli immobili, come parzialmente anticipato, ci saranno indicatori quali la posizione geografica, le dimensioni, la manutenzione dell’immobile e le sue caratteristiche specifiche. Naturalmente, la valutazione potrebbe variare da città a città. Se si parla della media nazionale, infatti, l’aumento della rendita sarà del 128%, con prevedibili “impennate” degli aumenti delle rendite catastali che si registreranno principali città: ad esempio Roma (+183%) e Milano (+123%). Le differenze, quindi, si avranno in base alla Regione, come si evince anche dai differenti aumenti previsti per Roma e Milano che abbiamo appena citato. (Continua a leggere dopo la foto)

Gli aumenti previsti

Secondo le stime degli esperti l’Imu potrebbe avere un incremento medio di 1.150 euro, ma quello di cui bisogna tenere conto che le ricadute dell’aumento della rendita catastale si avranno anche sull’Isee. La maggior parte degli immobili, infatti, ha un valore catastale molto al di sotto di quello reale e nella maggior parte dei casi il valore della prima casa potrebbe essere destinato ad aumentare anche di 75.000 euro, con quello che ne consegue a livello di Isee.

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Ultimo Aggiornamento: 15/04/2024 22:23