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Il tifoso romanista Edoardo: “Sono malato ma non sto morendo. La mia telefonata era uno scherzo”

Pubblicato: 18/04/2024 20:31
edoardo romanista

Negli ultimi giorni la storia di Edoardo aveva fatto il giro dei social, ripresa anche da tantissime testate: malato terminale, il ragazzo aveva telefonato a una radio della capitale spiegando di aver spostato la data dell’eutanasia nella speranza di una vitorria della Roma in Europa League. Parole talmente commoventi che persino il tecnico giallorosso Daniele De Rossi aveva voluto mandare un messaggio allo sfortunato tifoso, invitandolo a mettersi in contatto con la società. Col passare delle ore, però, alcune voci avevano messo in dubbio la versione del ragazzo. Fino a quando, dopo tanto silenzio, non è intervenuto il diretto interessato per chiarire la cosa.

“Sono malato, ma non sto morendo. Era uno scherzo” ha detto il tifoso. Chiarendo di non aver comunque del tutto mentito durante la famosa diretta: “Nonostante la malattia, che ho sul serio, anche se non terminale, sono uno che ride…”. Era stata l’agenzia Adnkronos a riportare per prima la notizia di forti dubbi sulla veridicità della telefonata. Qualcuno aveva ipotizzato addirittura che si trattasse di una burla, di pessimo gusto, fatta da un tifoso laziale. Alla fine è stato lo stesso Edoardo a chiarire la vicenda.

Il tifoso romanista Edoardo: “Sono malato ma non sto morendo”

“Viviamo in una società in cui se stai male devi piangere e piangerti addosso. Se agli altri appari come uno che ride, che scherza, allora non può essere vero che soffri. Se uno sbaglio l’ho fatto è che ho definito “terminale” la mia malattia, anche se poi mi sono corretto, per fortuna. La mia non è una malattia terminale ma comunque è cronica e incurabile. Ci convivo da anni e ho iniziato una cura sperimentale che mi costringe ad andare fuori Italia. Però in Svizzera al momento non vado…” ha detto il giovane all’Adnkronos.

“Io tengo duro per i miei affetti, per mia moglie, ma con questa malattia cronica che mi distrugge la vita quotidiana, con il medico che mi ha sempre assistito e operato e mi ha detto che non c’è nulla da fare… ecco, al fine vita viene da pensarci – ha detto – Quello che ho lo sanno i miei genitori, due dei miei amici più cari e mia moglie. Quella telefonata alla radio, che mai avrei pensato avrebbe suscitato tanto scalpore, l’ho fatta perché mi faceva ridere che, pur in una situazione dolorosissima, il mio pensiero fosse sempre alla Roma, come pure oggi. Io scherzo sempre, la leggerezza mi aiuta. Per questo tanti amici che hanno sentito il mio intervento in diretta alla radio mi hanno preso per pazzo, riconoscendo la mia voce. Mi hanno chiamato in tanti, increduli di cosa nascondo”.

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