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Aborto, il Senato vota sì al decreto Pnrr: via libera ai “Pro Vita” nei consultori

Pubblicato: 23/04/2024 22:00

Dopo tante polemiche, la decisione è arrivata: via libera alla norma che dà la possibilità alle Regioni di “avvalersi anche del coinvolgimento di soggetti del terzo settore che abbiano una qualificata esperienza nel sostegno alla maternità” all’interno dei consultori. Il Senato ha votato la fiducia al decreto Pnrr, all’interno del quale era inserito a anche l’emendamento sull’aborto, fonte di discussioni molto accese nei giorni scorsi perché preludio all’ingresso dei Pro vita nelle strutture dove si fa il maggior numero di certificazioni per l’aborto (oltre il 40% nel nostro Paese). L’approvazione è arrivata con un totale di 95 sì e 68 no, un solo astenuto.

Il voto di fiducia comporta anche il voto sull’intero provvedimento, che è stato approvato dalla Camera in prima lettura e quindi diventerà legge. Con questo sì, non si procederà alla votazione degli ordini del giorno presentati dal Pd e M5s sul diritto all’aborto. L’articolo approvato sulla possibilità, per i consultori, di fare convenzioni “con idonee formazioni sociali di base e di associazioni del volontariato, che possono anche aiutare la maternità difficile dopo la nascita” ha provocato la reazione rabbiosa da parte delle opposizioni, Pd e M5S in primis, oltre che dei sindacati già scesi in piazza contro la misura.

Una forzatura, quella del governo, rispetto alle indiciazioni che era arrivate nelle ultime ore dall’Unione Europea. “Il decreto Pnrr contiene misure che riguardano la struttura di governance del Pnrr, ma ci sono altri aspetti che non sono coperti e non hanno alcun legame con il Pnrr, come ad esempio la legge sull’aborto” aveva sottolineato la Commissione europea. Criticando apertamente la decisione dell’esecutivo Meloni di inserire il testo nel decreto Pnrr. Una presa di posizione che non è stata sufficiente a far cambiare idea agli esponenti del centrodestra.

Con l’approvazione, sarà ora possibile aprire le porte dei consultori alle associazioni pro-vita, schierate su posizioni fortemente anti-abortiste. Un passaggio che ha fatto inferocire molte italiane e molti italiani, che restano convinti che l’ultima parola in merito spetti alle donne e che queste, in momenti delicati come quelli che accompagnano un’interruzione di gravidanza, non debbano subire influenze da parte di associazioni che si battono contro il diritto di scelta. Appelli che, però, sono caduti nel vuoto.

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Ultimo Aggiornamento: 23/04/2024 22:01