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“Pokerino beverino”: il gruppo WhatsApp con cui Messina Denaro organizzava le serate

Pubblicato: 15/05/2024 19:54

Per mesi, mentre le forze dell’ordine lo cercavano in tutto il Paese, Matteo Messina Denaro trascorreva almeno una serata a settimana al tavolo del poker. Indisturbato. L’ennesima sorprendente scoperta, fatta dai carabinieri del Ros e dalla Procura di Palermo che hanno arrestato il latitante, è la conferma che il capomafia sia riuscito a condurre una vita normale nonostante la latitanza.

Nei cellulari sequestrati a Lorena Lanceri, una delle amanti di Messina Denaro, è stata trovata una chat di gruppo su whatsapp dal titolo “pokerino beverino” alla quale partecipano Messina Denaro, che usava però il nome di Francesco Salsi, e altre persone che partecipavano alle serate. Gli inquirenti stanno cercando di capire se e quale dei giocatori presenti alle partite fosse a conoscenza della vera identità del boss che, comunque, la donna aveva presentato alla comitiva come il medico Francesco Salsi.

Nella chat ci sono numerosi messaggi che il capomafia scambiava con i partecipanti con commenti divertiti sulle serate trascorse insieme. Siamo nel 2021. I giocatori si incontravano, quando i divieti Covid non erano in vigore, spesso a casa della Lanceri e del marito Emanuele Bonafede. Nel gruppo “Pokerino beverino” c’è una foto mandata a uno dei partecipanti, assente quel giorno, in cui si legge “il dottore stasera è distrutto”, commento legato forse al fatto che Messina Denaro aveva perso.
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Il rapporto con Lorena Lanceri

C’era un rapporto di grande intimità, personale e sentimentale, fra Matteo Messina Denaro e Lorena Lanceri, una delle donne del padrino recentemente condannata. Lo scrive il giudice per l’udienza preliminare Stefania Brambille nella motivazione della sentenza con cui alla donna sono stati inflitti 13 anni e 4 mesi di carcere per concorso esterno in associazione mafiosa.

Le “attenzioni” di Lanceri, che insieme al marito Emanuele Bonafede (condannato a 6 anni e 8 mesi) ha provveduto alle necessità del capomafia, ne ha smistato la corrispondenza e ha vigilato sulla sua sicurezza, hanno consentito al capomafia “di permanere anche fisicamente nel territorio mafioso da lui diretto”.

Ed invece i coniugi avrebbero fatto finta di essere rimasti sorpresi dopo avere visto la sua fotografia sui media dopo l’arresto. Si presentarono in caserma per dire di averlo conosciuto nel 2018 come il medico Francesco Salsi. Il rapporto tra i due risale al 2017, “anno in cui ‘lest’ (uno dei soprannomi dato alla donna dal boss ndr) già appare stabilmente nei rendiconti mensili e annuali di spesa del capo mafia acquisiti durante le indagini”.

Un arco temporale ampio nel quale “egli, grazie al prezioso aiuto della sua rete di protezione, di cui faceva parte la Lanceri, è riuscito a perpetrare la sua latitanza continuando ad operare indisturbato sul territorio campobellese quale vertice della consorteria mafiosa”.
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