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Dubbi sulla sicurezza di curcuma e peperoncino: Hong Kong e Singapore bloccano l’import delle spezie indiane

Pubblicato: 16/05/2024 10:34

Hong Kong e Singapore bloccano l’import di curcuma e peperoncini dalle due principali aziende indiane del settore, Mdh ed Everest, che esportano in tutto il mondo. La causa è l’uso dell’ossido di etilene, pesticida cancerogeno messo al bando nell’Unione Europea.
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Il sequestro

L’ultimo sequestro risale al 9 aprile scorso: un carico di peperoncino proveniente dall’India bloccato alla frontiera italiana. Le analisi del campione avevano infatti rilevato un contenuto di ossido di etilene sei volte oltre la soglia. Pochi mesi prima il semaforo rosso alla nostra dogana era scattato per dell’estratto di centella e alla fine del 2023 per un carico di curcuma. I prodotti contaminati da ossido di etilene provenienti dall’India, destinati al mercato italiano e bloccati alla frontiera dall’ottobre del 2020, ricostruisce Repubblica, ad oggi sono stati 27 in Italia e 527 in tutta Europa, secondo il sistema di allerta rapido Rassf. La maggior parte sono peperoncini, ma non mancano i prodotti dietetici, i semi di sesamo, il pepe, la frutta secca e i condimenti pronti da versare nel piatto. Il problema è annoso, basti pensare che l’Efsa, l’Autorità europea per la sicurezza alimentare che ha sede a Parma, nell’ultimo rapporto con i dati del 2022 ha censito 47 campioni di spezie fuori norma per l’ossido di etilene – per la maggior parte provenienti dall’India – eppure ha salutato un miglioramento rispetto all’anno precedente.

Nuova Delhi: “Attacco ingiustificato, nostri prodotti sicuri”

Dal sequestro di aprile, anche l’Fda americana (la Food and Drug Administration che si occupa di sicurezza dei farmaci e alimentare), la sua equivalente australiana e quella neozelandese hanno deciso di avviare un’indagine sulla purezza delle spezie indiane. Mdh ed Everest hanno replicato che i loro prodotti sono controllati e sicuri. Mdh, in particolare, ha aggiunto che non effettua trattamenti con ossido di etilene. Per Nuova Delhi si tratta di un attacco a una delle industrie più rappresentative e colorate del paese. Le esportazioni di spezie – secondo lo Spice Board India che fa capo al Ministero del Commercio – raggiungono il miliardo di dollari all’anno per i peperoncini, mezzo miliardo ciascuno per cumino e olii aromatizzati per condimenti. Il totale dell’export delle spezie è di 4 miliardi di dollari. L’India ha reagito al bando dei Paesi vicini invitando gli esportatori (non, all’apparenza, i produttori per il mercato interno, che hanno un giro d’affari di altri 10 miliardi all’anno) a preferire metodi alternativi per sterilizzare i propri prodotti.

Cos’è l’ossido di etilene

L’ossido di etilene è un gas usato in origine per disinfettare gli strumenti medici (ora è vietato anche in questo settore), poi si è diffuso in agricoltura per eliminare i parassiti dai prodotti pronti al commercio. La Iarc, l’Autorità internazionale per la ricerca sul cancro affiliata all’Oms, lo classifica come sostanza cancerogena per l’uomo, senza troppi dubbi. L’Fda americana – secondo un conteggio della Reuters – ha respinto dal 2021 il 14,5% dei carichi di spezie di Mdh a causa di contaminazioni di tipo diverso: causate da batteri. Lo riporta sempre il quotidiano milanese. Nel 2023 l’Fda aveva bloccato un lotto di mix di spezie di Everest per la presenza di salmonella. Una sostanza legata all’ossido di etilene, il glicole etilenico, nel 2022 era stato trovato “in quantità inaccettabili”, secondo le parole dell’Organizzazione mondiale per la sanità, negli sciroppi per la tosse prodotti in India, esportati in Africa e considerati legati alla morte di 66 bambini in Gambia.

Su un fronte simile, a novembre del 2023 la rivista medica The Lancet, riporta ancora Repubblica, aveva lanciato l’allarme della curcuma mescolata al cromato di piombo. Il metallo pesante dona alla spezia un bel colore giallo brillante, ma si accumula nell’organismo, avvelenandolo progressivamente. Il Bangladesh da allora ha emanato nuove leggi e lanciato campagne pubblicitarie per abolire il costume, ma attende ancora di essere seguito da molti dei paesi confinanti.
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