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“Ti sei fatto un…”. Rissa Borghi-Renzi, a Piazzapulita succede di tutto: lo scontro

Pubblicato: 31/05/2024 11:36
Borghi

Un durissimo botta e risposta è andato in scena tra Matteo Renzi e Claudio Borghi, entrambi ospiti a “Piazza Pulita” nella puntata di giovedì 30 maggio. Al centro del dibattito organizzato da Corrado Formigli su La7 c’è il voto per le Europee e di fatto i toni si accendono subito in studio in una campagna elettorale che si fa sempre più infiammata. “Salvini, il leader del tuo partito, si metteva le magliette di Putin“, attacca subito l’ex presidente del consiglio. “Tu prendevi i rubli, io no“, replica Borghi che mostra a Renzi il suo cellulare con la notizia di Renzi che si dimette da una società di car sharing russa. Ma non finisce qui. Passano pochi istanti ed ecco che il botta e risposta diventa più serrato. Il leghista va all’attacco e mette nel mirino l’ex premier: “Si è fatto un jumbo privato, adesso sembra che parli lo statista…”. E Renzi replica: “Non l’ho mai utilizzato e non c’entra niente col fatto che hai messo 800 milioni dei cittadini di Monza, Sondrio o Varese in un investimento inutile in Albania”. (Continua a leggere dopo il video)
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Poi Borghi, parlando con Formigli, dice: “Il mio scontro è con il Pd, non con Renzi. Per Renzi posso solo sperare, simbolicamente, che non raggiunga la soglia di sbarramento del 4%. Io non voglio litigare con lui”. Poi si rivolge all’ex premier: “Quanti erano i miliardi che hai messo in quel disastro che hai fatto con le banche?”. Insomma in vista del voto dell’8 e del 9 giugno il dibattito politico si fa sempre più serrato e sempre più duro. Formigli ha poi riportato il sereno in studio. Si è passati allora alla geopolitica, e Renzi attacca: “Borghi parla come se stesse giocando a Risiko, perdo 2 territori e me ne prendo un altro… E ti ricordo che il presidente del tuo partito, per il mio referendum, andò sulla Piazza Rossa a dire che Putin era meglio dei governanti italiani, srotolò un cartello ‘No alla riforma Renzi’. E fu talmente ridicolo che lo fermarono gli agenti russi”.

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