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“Smettila…”, Filippo Turetta e l’ossessione per Giulia Cecchettin, più di 225mila messaggi in meno di due anni

Pubblicato: 29/06/2024 20:47

In meno di due anni, dal gennaio del 2022 all’11 novembre del 2023, Filippo Turetta ha inviato oltre 225 mila messaggi alla sua ex compagna Giulia Cecchettin, una media impressionante di più di trecento al giorno, tredici ogni ora. Questa incessante raffica di comunicazioni, ricostruita dalle indagini della procura di Venezia e dei carabinieri, rappresenta la tragica cronaca di un femminicidio annunciato.
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Giulia Cecchettin, studentessa di Vigonovo, ha vissuto un’esperienza asfissiante. Il numero di messaggi inviati da Turetta non riesce a rendere appieno l’idea dell’incubo quotidiano che Giulia ha dovuto sopportare, con periodi in cui la frequenza dei messaggi diventava insostenibile. Anche dopo la fine della loro relazione, Turetta non accettava di lasciarla vivere in pace, costringendola a urlare disperata: “Smettila, smettila, smettila. Se ti comporti come uno psicopatico, io mi comporto di conseguenza, allontanandomi. Mi stai cominciando a fare paura”. Ma alle sue suppliche, lui rispondeva con incredibile arroganza: “Che persona ridicola sei? Mi sembra una cosa violentissima nei miei confronti”.

Le indagini e l’accusa di stalking

Le indagini della procura di Venezia hanno portato alla luce una delle aggravanti contestate a Turetta: lo stalking. Secondo l’atto di fine indagine, Filippo ha provocato alla vittima “un grave stato di ansia, turbamento e paura per la propria incolumità”. Non solo la bombardava di messaggi, ma la controllava anche tramite un’app spia e si presentava improvvisamente nei luoghi da lei frequentati.

Gli scambi di messaggi, diffusi dai programmi televisivi “Pomeriggio Cinque” e “Quarto Grado”, offrono uno spaccato delle persecuzioni subite da Giulia. Un chiaro esempio è il messaggio vocale in cui Filippo si lamenta perché lei non gli manda più il messaggio della buonanotte: “Sono un sacco triste Giulia. Ho bisogno del rapporto che avevamo. Parliamone, ascoltami, dammi questa possibilità ti prego”. Alla risposta di Giulia, “Pippo, smettila! Non ti sto togliendo il mio aiuto, non ti sto togliendo il mio affetto, ti sto togliendo solo il ‘buonanotte’ standard tutte le sere perché non mi vai più, ok?!”, Filippo rispondeva con disperazione e rabbia, aumentando ulteriormente la pressione psicologica sulla giovane donna.

La relazione, già terminata in estate, vedeva ancora Filippo ossessionato e petulante, come dimostrano altri messaggi. Egli arrivava a rinfacciare a Giulia persino un appuntamento con un’amica: “Hai chiesto alla Kiki di uscire insieme! Non è giusto, non mi hai neanche detto niente”. A queste continue accuse, Giulia rispondeva con crescente angoscia: “Se tu ti comporti come uno psicopatico, io mi comporto di conseguenza, allontanandomi, perché mi stai cominciando a fare paura”.

La presenza di un nuovo ragazzo

Nel corso delle indagini, è emerso che Giulia Cecchettin aveva iniziato a frequentare un altro ragazzo, un giovane di Reggio Emilia. Questa nuova relazione, iniziata pochi mesi dopo la rottura con Filippo Turetta, sembra aver innescato una reazione ancora più violenta e ossessiva in Filippo. In un messaggio vocale delirante, Filippo annotava: “Un tipo di Reggio Emilia, vuole uscirci, gli sta piacendo. Non è giusto, dopo soli tre mesi che ci amavamo ancora…”. Questo dettaglio evidenzia come l’incapacità di accettare la fine della relazione e la gelosia ossessiva abbiano ulteriormente alimentato il comportamento persecutorio di Turetta, trasformando il suo bisogno di controllo in un’escalation di violenza culminata nel tragico femminicidio. La presenza di un nuovo compagno nella vita di Giulia ha esasperato ulteriormente l’instabilità emotiva di Filippo, portandolo a commettere un atto irreparabile.

Nonostante la chiara richiesta di Giulia di essere lasciata in pace, Filippo non si fermava. Continuava a controllarla e a pretendere spiegazioni su ogni suo movimento. In un audio delirante dopo il tragico atto, Filippo gridava: “Dove sei Giulia, dove sei? Voglio morire”. Ma Giulia Cecchettin non c’era più, vittima di 75 coltellate in quella che gli inquirenti hanno descritto come un femminicidio premeditato.

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