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“Attacco autorizzato da Trump”. Esplosioni improvvise, in rapida successione: “Lo hanno ucciso”

Pubblicato: 09/09/2025 16:02

Una serie di esplosioni a Doha, nel quartiere di Katara, ha scosso la capitale del Qatar nel primo pomeriggio del 9 settembre. Secondo quanto riportato da Sky News Arabia, si sarebbero verificati almeno otto scoppi in rapida successione, visibili da diversi punti della città. Colonne di fumo si sono alzate nella zona, mentre fonti locali parlano di “scene di panico” tra i residenti.

La Tv saudita al Arabiya riferisce che il leader di Hamas Khalil al-Hayya (capo negoziatore e già vice di Yahya Sinwar) sarebbe stato ucciso in un attacco a Doha. Secondo fonti palestinesi, nell’edificio colpito erano presenti anche altri leader: Khaled Meshaal, Muhammad Darwish, Razi Hamad e Izzat al-Rishq.

Secondo fonti di Channel 12, “il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dato il via libera all’attacco israeliano in Qatar”. Il nome ufficiale dell’attacco alla leadership di Hamas in Qatar è “Atzeret HaDin”, che si può tradurre come “Giorno del Giudizio“. Il nome evoca la festività ebraica di Shemini Atzeret, durante la quale Hamas ha invaso il sud di Israele il 7 ottobre 2023.

Le deflagrazioni avrebbero preso di mira un incontro tra dirigenti di Hamas all’estero, secondo quanto riferito da fonti non ufficiali. La notizia, ancora priva di conferme da parte delle autorità qatariote, è stata rilanciata anche da testate panarabe. L’episodio, se confermato, rappresenterebbe un salto di qualità nel conflitto in corso, portando il confronto fuori dalla Striscia di Gaza e dentro i palazzi della diplomazia regionale.

Intanto, sul terreno, la tensione non si allenta. È cominciato l’esodo forzato dei civili palestinesi da Gaza City verso il sud della Striscia, mentre l’offensiva israeliana si intensifica. L’evacuazione è in corso da ore, sotto la costante minaccia dei bombardamenti e con poche certezze su accoglienza e assistenza nei territori meridionali.

A Gerusalemme, la giornata dell’8 settembre è stata segnata da un attentato terroristico che ha provocato sei morti e dodici feriti, sei dei quali in gravi condizioni. Due uomini palestinesi hanno aperto il fuoco davanti a una fermata dell’autobus, all’ingresso nord della città, in una zona altamente trafficata. L’attacco è stato definito “brutale” dalle autorità israeliane.

A rivendicare l’attacco sono state le Brigate Al-Qassam, braccio armato di Hamas. In una dichiarazione riportata da Al Jazeera, il gruppo ha reso omaggio ai due attentatori, Muthanna Naji Omar e Muhammad Bassam Taha, definiti “martiri” dell’operazione nei pressi dell’insediamento di Ramot. La rivendicazione ha ulteriormente infiammato il clima già incandescente nella regione.

Sullo sfondo del conflitto armato, si muove anche il fronte politico e diplomatico. Il premier spagnolo Pedro Sánchez ha annunciato l’adozione urgente di un decreto legge per consolidare l’embargo sulle armi a Israele, in linea con la posizione critica espressa da Madrid nelle ultime settimane.

La reazione israeliana non si è fatta attendere. Tel Aviv ha imposto sanzioni contro la vicepremier spagnola Yolanda Díaz e contro la ministra Ione Belarra, accusate di posizioni ostili nei confronti dello Stato ebraico. Le due esponenti del governo Sánchez sono ora persona non grata in Israele.

A rendere ancora più tesa la situazione, nella notte tra l’8 e il 9 settembre, alcuni raid israeliani sono stati segnalati nei pressi della città siriana di Homs. I media locali parlano di attacchi mirati a postazioni legate a milizie filoiraniane, ma il Ministero della Difesa israeliano non ha rilasciato commenti ufficiali.

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