
L’influenza 2025-2026 preoccupa gli esperti: il virus sembra correre più veloce del previsto, con un anticipo di alcune settimane rispetto alle stagioni passate e un aumento significativo dei contagi, in particolare tra bambini e adolescenti. In Paesi come Giappone e Regno Unito, i casi sono già in forte crescita, segnale che la stagione influenzale potrebbe essere più intensa del normale.
In Giappone, diverse scuole hanno sospeso temporaneamente le lezioni per contenere la diffusione del virus. Le autorità sanitarie hanno invitato la popolazione a mantenere alta l’attenzione e a rispettare le norme di prevenzione. L’allerta è salita anche in Europa, dove si teme che la nuova ondata possa arrivare nelle prossime settimane.

Il motivo di tanta preoccupazione risiede nelle mutazioni del ceppo H3N2, identificate nel giugno 2025 da ricercatori britannici. Gli scienziati hanno individuato sette variazioni genetiche che rendono il virus più capace di sfuggire all’immunità generata da precedenti infezioni o dai vaccini. Secondo Derek Smith, direttore del Centre for Pathogen Evolution dell’Università di Cambridge, queste mutazioni potrebbero avere un impatto globale e diffondersi rapidamente.
Anche Nicola Lewis, del World Influenza Centre, ha definito il fenomeno “un cambiamento improvviso e inusuale”, molto più marcato rispetto alle normali variazioni stagionali. «Non vedevamo un virus come questo da anni, le dinamiche sono insolite», ha dichiarato. L’indice di trasmissibilità (R) del nuovo ceppo è stimato attorno a 1,4, superiore alla media di 1,2 delle scorse stagioni.
I sintomi dell’H3N2 restano simili a quelli dell’influenza classica, ma tendono a essere più intensi e duraturi: febbre alta, dolori muscolari marcati, mal di testa e una sensazione di stanchezza che può protrarsi per diversi giorni. In Australia, dove il virus ha già colpito, si sono registrati episodi di malattia più rapidi ma più persistenti, con tempi di recupero più lunghi.

Gli esperti raccomandano la vaccinazione, considerata ancora oggi lo strumento più efficace per contenere la malattia. Anche se l’efficacia contro il virus mutato potrebbe non essere totale, il vaccino aiuta a ridurre la gravità dei sintomi e il rischio di complicanze. Per le categorie più fragili – anziani, bambini piccoli e persone immunodepresse – la protezione resta fondamentale.
Oltre alla vaccinazione, si insiste sull’importanza delle misure di prevenzione individuale: mascherine nei luoghi affollati, igiene accurata delle mani e attenzione particolare negli ospedali e nelle strutture sanitarie. Queste precauzioni, ricordano gli esperti, sono essenziali per limitare la diffusione e tutelare le persone più vulnerabili.
Christophe Fraser, epidemiologo dell’Università di Oxford, sottolinea come una copertura vaccinale ampia possa ridurre il numero di casi gravi e alleggerire la pressione sui sistemi sanitari. «Ci sono segnali che indicano che questa stagione potrebbe essere una delle più impegnative degli ultimi dieci anni», ha avvertito.
L’influenza, insomma, è tornata a far paura. Con l’arrivo dell’inverno, la priorità è rafforzare la prevenzione, proteggere le fasce più deboli e monitorare costantemente le nuove varianti. Solo così, spiegano i virologi, sarà possibile contenere una stagione influenzale che si preannuncia particolarmente aggressiva e insidiosa.


