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“Non sappiamo cosa sia”. Giorgia Meloni, la madre Anna vuota il sacco: l’annuncio inaspettato sulla figlia

Pubblicato: 13/12/2025 13:51

“Né Giorgia né Arianna diventeranno Papa”. Basterebbe questa battuta, consegnata al Corriere della Sera, per capire lo stile di Anna Paratore, la mamma di Giorgia e Arianna Meloni. Schiva, poco amante dei riflettori, ma perfettamente consapevole che la sua storia familiare è ormai intrecciata al racconto pubblico della premier e di Fratelli d’Italia. E soprattutto lontanissima da qualsiasi immagine di “clan patriarcale”.

Paratore arriva ad Atreju con passo discreto, ma con idee chiarissime su cosa succede – e cosa no – dentro casa Meloni. Niente patriarcato, assicura lei. E anzi, una casa dove sono le donne a dettare naturalmente il ritmo della vita quotidiana, senza bisogno di slogan o bandiere ideologiche.

Una casa tutta al femminile: “A casa nostra non sappiamo cosa sia”

A casa nostra non sappiamo cosa sia”, dice a proposito del patriarcato, spiegando che le sue figlie sono cresciute di fatto senza la figura del padre. Un’assenza che, nel suo racconto, non diventa ferita aperta ma motore di indipendenza: le due sorelle imparano presto a cavarsela da sole, a costruirsi una strada senza appoggi maschili.

La fotografia domestica è chiara e anche un po’ pop: “Anche il cane è femmina, Nina. Le donne hanno una marcia in più: voi uomini fate una cosa alla volta, noi no”. Una battuta che riassume la filosofia di casa Meloni, dove la normalità è un universo femminile compatto, pratico, abituato a gestire tutto senza troppi drammi. Per Anna, le sue figlie – e in particolare Giorgia – sono l’opposto del patriarcato, tanto da aver sempre guardato con sospetto al sistema delle quote rosa.

“Le donne hanno una marcia in più”: il modello anti-patriarcato secondo Anna

Nel racconto della madre, la forza femminile non è mai tema da talk show ma qualcosa di estremamente concreto: organizzazione, resistenza, capacità di reggere il peso del quotidiano. Il patriarcato, insomma, non è un nemico astratto: è semplicemente qualcosa che in casa loro non ha mai messo piede.

L’idea che la famiglia Meloni incarni una sorta di dinastia tradizionale viene scartata con ironia. Nessuna mitologia, nessun clan chiuso: solo una madre e due figlie che hanno trovato ciascuna il proprio ruolo, dentro e fuori la politica.

Anna Paratore, madre di Giorgia Meloni, durante la partecipazione ad Atreju

Fratelli d’Italia come “famiglia allargata”

Il legame con Fratelli d’Italia nasce dal quartiere e dalla quotidianità, più che dalle ideologie astratte. Paratore definisce il partito “la mia famiglia”, senza esitazioni. Una frase che affonda nella Garbatella, dove la sua casa distava appena 22 metri dalla storica sezione del movimento.

“Li ho visti tutti con i calzoncini corti”, racconta, riferendosi a dirigenti e militanti cresciuti a fianco di Giorgia Meloni. È lei ad accompagnare la figlia in sezione la prima volta, dopo un annuncio quasi casuale tra gli scaffali di un supermercato: Giorgia che le dice di voler fare politica, una scena da vita di tutti i giorni che oggi, riascoltata, sembra l’incipit di una serie tv sulla scalata a Palazzo Chigi.

Dalla Garbatella ad Atreju: la madre dietro la scena

Quella di Anna resta però una presenza di sfondo, mai invasiva. La sua “famiglia politica” è fatta di volti che conosce da decenni, di ragazzi diventati ministri e dirigenti nazionali, ma il suo sguardo resta quello della madre che osserva, annota, a volte sorride, a volte ammonisce.

Anche l’approdo di Giorgia ai vertici di Fratelli d’Italia e del governo non cambia un tratto fondamentale del racconto: per Paratore, prima di tutto, sono le sue figlie, non le cariche che ricoprono.

Anna Paratore ad Atreju mentre segue gli eventi organizzati da Fratelli d'Italia

La chat “Io, mammeta e tu”: affetto sì, ma senza invadere la politica

Nella vita digitale della famiglia, resta centrale una chat che dice già tutto dal nome: “Io, mammeta e tu”. Qui Anna Paratore continua a partecipare, ma con più prudenza rispetto al passato. Qualche richiamo della figlia premier l’ha convinta a dosare messaggi, commenti, suggerimenti.

Motivo? Evitare che qualcuno possa davvero pensare che “le sorti d’Italia si decidono a casa mia”. La battuta fa sorridere, ma segna anche un confine preciso: affetto e confronto sì, ma senza mai dare l’idea di una madre-regista dietro le scelte della premier. Il patriarcato non c’è, ma nemmeno il “matriarcato occulto” da romanzo politico.

Tra confidenze private e ruolo pubblico

La gestione della chat di famiglia diventa così l’immagine perfetta del suo modo di stare accanto a Giorgia: un passo indietro rispetto alla scena, uno sguardo vigile ma discreto, la consapevolezza che ogni parola, ormai, può essere letta anche in chiave politica.

La casa resta il luogo delle confidenze, dei rimproveri, delle battute che non finiscono nei comunicati stampa. E Paratore sembra determinata a difendere questo spazio, pur sapendo che la sua voce, oggi, interessa più di prima.

Primo piano di Anna Paratore, mamma di Giorgia e Arianna Meloni
La madre di Giorgia Meloni presente tra il pubblico di Atreju

Arianna, la “regista” organizzativa e il futuro in Parlamento

Quando lo sguardo si sposta sulle prossime elezioni, Anna non esita a difendere una possibile candidatura parlamentare di Arianna Meloni. Nessun “favore di famiglia”, sostiene, ma il riconoscimento di un percorso: “Fa politica da 30 anni, ha enormi capacità organizzative. In America sarebbe ricca come event planner”.

In poche parole, il profilo di una donna operativa, concreta, abituata a stare dietro le quinte più che sotto i riflettori, ma centrale nella macchina di Fratelli d’Italia. Anche qui, l’idea di patriarcato scricchiola: è un mondo dove le donne non solo partecipano, ma organizzano, decidono, tengono insieme i fili.

Il ruolo delle figlie: tra politica e vita privata

Nel ritratto di Anna, le sue figlie non sono mai solo “figure pubbliche”: c’è sempre un equilibrio cercato – e non sempre trovato – tra responsabilità politiche e fragilità personali. L’immagine di Arianna che potrebbe entrare in Parlamento non è quella della “sorella della premier”, ma di una professionista della politica che lavora da decenni lontano dai talk show.

La narrazione familiare, così, si intreccia con quella istituzionale, ma senza mai fondersi del tutto. Ed è proprio in questo spazio che il racconto di Anna si fa più intimo.

I rimproveri di una madre: il “peso del mondo” sulle spalle di Giorgia

La parte più personale arriva alla fine, quando Anna Paratore mette da parte l’ironia per indossare il ruolo più antico: quello della madre che rimprovera, si preoccupa, osserva da vicino le crepe sotto l’armatura.

A Giorgia, Anna Paratore rimprovera di caricarsi “sempre il peso del mondo sulle spalle”, senza prendersi mai davvero uno spazio per sé. Di Arianna dice invece che è “troppo critica con sé stessa”, come se entrambe vivessero costantemente sopra le proprie possibilità emotive.

Non sul palco, ma sempre in prima fila

Domenica Anna sarà di nuovo ad Atreju, tra la folla, per ascoltare il comizio finale della figlia premier. Non sul palco, ma in prima linea: esattamente il posto che ha scelto per tutta la vita, a metà strada tra il pubblico e il privato.

Nel suo racconto, il patriarcato resta un concetto lontano dalla realtà di casa Meloni. Al suo posto c’è una famiglia guidata da donne abituate a decidere, sbagliare, rialzarsi. E una madre che, dal suo posto in platea, continua a osservare tutto, con lo stesso mix di orgoglio, preoccupazione e ironia con cui ha iniziato questa storia.

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Ultimo Aggiornamento: 13/12/2025 16:06

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