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“Non sanno niente”. Famiglia nel bosco, ora la notizia shock sui bimbi. La tutrice ha parlato

Pubblicato: 13/12/2025 12:39

Il ritorno a casa appare ancora distante per i tre fratellini cresciuti nei boschi del Chietino e oggi affidati a una casa famiglia su disposizione del Tribunale per i minorenni. Nonostante la disponibilità mostrata dai genitori, che avevano acconsentito alla ristrutturazione dell’abitazione in pietra in cui la famiglia viveva, il percorso verso il ricongiungimento resta complesso e carico di incognite. Nell’attesa dei lavori, mamma e papà si erano trasferiti in un’altra casa immersa nel bosco, messa gratuitamente a disposizione da un imprenditore e situata a breve distanza dall’immobile da sistemare, ma questo passo non è stato ritenuto sufficiente dalle autorità.

Secondo quanto emerso, il nodo principale riguarda i tempi del riaffido e soprattutto il percorso educativo dei minori. A chiarirlo è stata la tutrice dei bambini, Maria Luisa Palladino, che ha parlato apertamente di “tempi più lunghi” prima di un eventuale ritorno in famiglia. Il Tribunale, infatti, chiede ulteriori garanzie, anche in merito all’obbligo scolastico e al confronto diretto con i genitori su questo tema delicato.

I dubbi sull’istruzione e il percorso dei minori

Prima dell’ingresso in casa famiglia, i tre fratelli seguivano un percorso di homeschooling, formalmente autorizzato da un istituto scolastico della zona. Dai documenti risulta che i bambini abbiano superato gli esami di fine anno, ottenendo l’idoneità per accedere alla classe successiva e proseguire con l’istruzione domiciliare. Tuttavia, la valutazione della tutrice solleva forti perplessità. Palladino ha spiegato che, nonostante le certificazioni, i piccoli non saprebbero leggere e solo recentemente starebbero imparando l’alfabeto. La bambina più grande, che dovrebbe frequentare la terza elementare, riuscirebbe a scrivere sotto dettatura solo il proprio nome. “La mia relazione – sottolinea Palladino – sarà redatta nell’interesse dei minori”, ribadendo come ogni scelta debba avere al centro il loro benessere.

Nel frattempo, i genitori hanno incontrato nei giorni scorsi i rappresentanti dell’ambasciata australiana insieme agli assistenti sociali della casa famiglia di Vasto. Dopo il colloquio, il padre avrebbe confidato ad alcuni amici di sentirsi “più fiducioso” su un possibile rientro della famiglia prima di Natale, anche se al momento non vi sono conferme ufficiali in tal senso.

Nei prossimi giorni i tre bambini saranno sottoposti a una visita di neuropsichiatria infantile, passaggio ritenuto fondamentale per valutare il loro sviluppo complessivo. Parallelamente si lavora per intensificare gli incontri con il padre: martedì, giovedì e sabato potrebbero diventare appuntamenti fissi per mantenere e rafforzare il legame affettivo. Un passaggio decisivo sarà l’udienza fissata per il 16 dicembre presso la Corte d’Appello dell’Aquila, chiamata a esaminare il ricorso contro l’ordinanza che ha disposto l’allontanamento dei bambini dalla famiglia. Da quel momento potrebbe dipendere il futuro dei tre fratellini.

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