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Garlasco, la madre di Alberto Stasi rompe il silenzio: “Quando finirà andremo sulla tomba di Chiara”

Pubblicato: 07/06/2026 07:08

“Una madre farebbe di tutto per far emergere la verità su suo figlio”. Per diciannove anni Elisabetta Ligabò Stasi ha scelto quasi sempre il silenzio. La madre di Alberto Stasi, condannato per l’omicidio di Chiara Poggi, è rimasta lontana dal rumore mediatico che ha accompagnato uno dei casi giudiziari più discussi d’Italia. Ora, in un’intervista a Repubblica firmata da Massimo Pisa, racconta la sua attesa, la fiducia nei nuovi sviluppi dell’inchiesta e il peso di una vicenda che ha segnato la sua famiglia dal 2007.

Ligabò Stasi spiega di aver vissuto l’ultimo anno con trepidazione, ma anche con una fiducia rinnovata nel lavoro degli inquirenti. I nuovi elementi emersi nei confronti di Andrea Sempio, oggi al centro dell’inchiesta, rafforzano la sua speranza che si possa arrivare a una verità diversa da quella processuale finora stabilita. La madre di Alberto ribadisce di non aver mai creduto alla colpevolezza del figlio e sostiene che, se lei o il marito Nicola avessero avuto anche solo un sospetto su di lui, lo avrebbero accompagnato personalmente dai carabinieri.

La fiducia dopo anni di dolore

Nell’intervista a Repubblica, Elisabetta Ligabò racconta anche il cambiamento percepito nell’opinione pubblica. Dice di ricevere segnali di solidarietà nella vita quotidiana, anche da persone sconosciute che la fermano per strada, le chiedono di abbracciarla o le dicono di resistere. Una vicinanza che, spiega, arriva anche attraverso lettere, messaggi e pacchi inviati a casa, nonostante lei non utilizzi i social e guardi poco la televisione.

Il dolore più profondo resta legato alla morte del marito Nicola, avvenuta il giorno di Natale del 2013, dopo la cancellazione dell’assoluzione di Alberto. Ligabò Stasi parla di quel momento come di un passaggio durissimo, nel quale si è trovata a reggere la casa, il negozio e il sostegno al figlio. Il rapporto con Alberto, racconta, non è cambiato. Anzi, i due si sarebbero dati forza a vicenda, attraversando insieme una prova che ha segnato radicalmente la loro vita familiare.

Il ricordo di Chiara Poggi

Uno dei passaggi più delicati riguarda Chiara Poggi. Elisabetta Ligabò la ricorda come una ragazza sorridente, presente nei suoi pensieri e nelle sue preghiere. Racconta l’ultima volta in cui la vide, nel luglio 2007, quando Chiara passò da casa per prendere alcuni vestiti da portare ad Alberto, già partito per Londra. Di lei conserva l’immagine di una giovane felice, con una gonna rossa e una maglietta bianca, pronta a raggiungere il fidanzato.

Alla famiglia Poggi, però, preferisce non rivolgere messaggi. E quando le viene chiesto della famiglia Sempio, la reazione resta sospesa, quasi muta. Più esplicita è invece la sua riflessione sull’assassino di Chiara, chiunque sia: Elisabetta Ligabò dice di augurarsi che abbia vissuto male questi diciannove anni, se possiede una coscienza. Una frase dura, pronunciata da una donna che precisa di non essere abituata ad augurare il male a nessuno.

Ligabò difende anche gli avvocati Giada Bocellari e Antonio De Rensis, finiti a loro volta nel vortice delle polemiche. Per la famiglia Stasi, racconta, sono diventati quasi parenti. In particolare, parla di Bocellari come di una figura molto vicina, quasi una figlia. Respinge poi i veleni sull’esposto presentato nel 2016, spiegando che una madre fa tutto ciò che può perché emerga la verità sul proprio figlio.

La chiusura dell’intervista restituisce il peso umano di tutta la vicenda. Alberto Stasi, oggi in semilibertà, un giorno tornerà stabilmente a casa. Alla domanda su quale sarà la prima cosa che faranno insieme, Elisabetta Ligabò ricorda di essere già stata con lui sulla tomba del marito Nicola. Poi indica il gesto che immagina per il futuro: andare al cimitero da Chiara Poggi, quando tutto sarà finito.

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Ultimo Aggiornamento: 07/06/2026 07:14

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