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Diana trovata morta nel cortile: “Sequestro shock”. Svolta sull’arma del delitto

Pubblicato: 15/12/2025 13:48

Proseguono senza sosta le indagini sulla morte di Diana Canevarolo, la donna di 49 anni trovata agonizzante nel giardino della propria abitazione a Torri di Quartesolo, in provincia di Vicenza, lo scorso 4 dicembre. Con il passare dei giorni, l’ipotesi dell’incidente fatale appare sempre più distante. Nelle fasi iniziali dei soccorsi, infatti, si era ipotizzata una caduta accidentale, circostanza che avrebbe causato un ritardo di circa cinque ore nell’intervento delle forze dell’ordine. Quando gli investigatori sono arrivati sul posto, la scena risultava già parzialmente compromessa.

Gli inquirenti stanno ora concentrando l’attenzione su nuovi elementi emersi nel corso degli accertamenti. Tra questi, il sequestro di una pala rinvenuta all’interno del giardino condominiale, che è stata acquisita e sottoposta ad analisi. Il ritrovamento assume particolare rilevanza anche alla luce di una testimonianza raccolta nei giorni scorsi: un residente avrebbe riferito di aver sentito un uomo urlare durante la notte nel cortile del condominio.

Testimonianze, telecamere e tensioni familiari

Parallelamente, sono state acquisite le immagini delle telecamere di videosorveglianza presenti nella zona. Al momento, però, non sono trapelate informazioni sull’esito delle analisi dei filmati, sui quali le autorità mantengono il massimo riserbo. Ogni dettaglio viene valutato con attenzione per ricostruire quanto accaduto nelle ore precedenti al ritrovamento della donna.

Nel frattempo, il caso si è arricchito di dichiarazioni forti e dolorose da parte dei familiari. Il fratello di Diana Canevarolo, intervenuto nella trasmissione “Dentro la notizia”, ha puntato il dito contro il marito della 49enne, accusandolo di averla isolata. «Ha chiuso in casa Diana», ha affermato. «Lei e il marito vivevano da separati in casa – ha spiegato – e litigavano. Non usciva mai perché non poteva andare in giro, mi dicevano che lui non voleva che si muovesse da casa».

Il dettaglio della separazione in casa è stato confermato anche dall’avvocato della famiglia, Cesare Dal Maso, che ha ribadito come la testimonianza relativa a una lite udita poche ore prima del ritrovamento sia stata formalmente acquisita dagli investigatori. «Le dichiarazioni del fratello di Diana? Vedremo, sono parole abbastanza forti», ha commentato il legale. «Quello che ha detto sarà vagliato e se ne assume la responsabilità».

Dal Maso ha inoltre precisato che le accuse mosse si baserebbero su racconti riferiti dalle amiche della vittima e che tutto verrà attentamente valutato dalle autorità competenti. Il marito di Diana Canevarolo, ha spiegato ancora l’avvocato, è stato sentito subito dopo il ritrovamento della donna in fin di vita, ma «al momento non è stato riascoltato».

Grande attenzione è ora rivolta ai filmati delle telecamere. «Le telecamere potrebbero rivelare cose importanti, ma è chiaro che le autorità mantengono il massimo riserbo, per ora», ha concluso Dal Maso. «Se qualcosa è stato trovato, è al momento noto soltanto agli investigatori. Si procede con i piedi di piombo, per ora». Una cautela che accompagna un’indagine ancora aperta e carica di interrogativi.

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