Vai al contenuto

I bambini nel bosco e lo stupore per la doccia, il caldo e i vestiti puliti

Pubblicato: 17/12/2025 08:11

«Reagiscono con gioia e gratitudine alle attenzioni che ricevono, dai vestiti puliti e profumati che annusano continuamente, fino al desiderio espresso più volte di voler restare “al caldo”». È uno dei passaggi più significativi della relazione dei servizi sociali sulla cosiddetta famiglia nel bosco, che riguarda Utopia Rose, 8 anni, e i gemelli Galorian e Bluebell, di 6.

Il documento descrive nel dettaglio le condizioni attuali dei bambini, oggi accolti in casa famiglia a Vasto, mettendole a confronto con lo stile di vita imposto dai genitori, Nathan Trevallion e Catherine Birmingham, quando vivevano isolati nel bosco. Una relazione che smonta molte narrazioni circolate sui social network e chiarisce le ragioni dell’intervento delle autorità.

La decisione del tribunale sul possibile rientro dei minori in famiglia potrebbe arrivare anche nelle prossime ore, anche se i giudici hanno tempo fino al 27 gennaio. I legali dei genitori hanno presentato un reclamo chiedendo il ridimensionamento delle motivazioni che hanno portato alla sospensione della potestà genitoriale.

Secondo la difesa, ci sarebbe un vizio di forma: i giudici avrebbero omesso l’ascolto dei minori, come previsto dalla Convenzione Onu sui diritti dell’infanzia. Tuttavia, nella relazione l’assistente sociale Veruska D’Angelo sottolinea che le problematiche abitative, igienico-sanitarie, socioeconomiche ed educative sono state condivise e sottoscritte dagli stessi genitori e dal loro avvocato.

Il documento evidenzia anche il disagio dei bambini nel confronto con i coetanei. Secondo gli operatori, le difficoltà emergono soprattutto nelle interazioni sociali, dove risultano evidenti le deprivazioni educative e relazionali legate alla vita isolata nel bosco.

Le carenze riguardano aspetti basilari: dal gioco condiviso alle attività scolastiche, fino alle conoscenze generali. Un isolamento che ha inciso profondamente sul loro sviluppo emotivo e cognitivo.

Emblematici alcuni episodi raccontati nella relazione: il sonno turbato dalla presenza di oggetti comuni come l’interruttore della luce o il pulsante dello sciacquone del bagno, elementi per loro estranei dopo anni vissuti lontano da ambienti domestici tradizionali.

Critica anche la situazione dell’igiene personale. Gli operatori riferiscono che i bambini hanno fatto la doccia solo la sera del secondo giorno dall’accoglienza, solo con acqua, rifiutando l’uso dei saponi. Uno dei gemelli ha mostrato paura del soffione della doccia e i minori hanno raccontato di cambiare vestiti soltanto una volta a settimana.

Nonostante tutto, il passaggio più toccante riguarda la loro reazione alle cure ricevute: i bambini «annusano i vestiti, le persone, partecipano con entusiasmo alle attività ludiche e manifestano spesso il desiderio di restare al caldo». Segnali che, secondo i servizi sociali, raccontano più di ogni parola il divario tra la vita nel bosco e quella di oggi.

Continua a leggere su TheSocialPost.it

Hai scelto di non accettare i cookie

Tuttavia, la pubblicità mirata è un modo per sostenere il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirvi ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, sarai in grado di accedere ai contenuti e alle funzioni gratuite offerte dal nostro sito.

oppure