Vai al contenuto

Famiglia del bosco, perché i figli non torneranno a casa: «Indizi di preoccupante negligenza genitoriale»

Pubblicato: 23/12/2025 15:33

Il Tribunale per i Minorenni dell’Aquila ha confermato che i tre figli della famiglia del bosco di Palmoli non torneranno a casa dai genitori. Il presidente Cecilia Angrisano ha disposto una consulenza tecnica d’ufficio sulle competenze genitoriali di Catherine Birmingham, 45 anni, e Nathan Trevallion, 51 anni, respingendo per ora le richieste di modifica dei provvedimenti urgenti già adottati.

L’ordinanza dell’11 dicembre 2025 segue un procedimento avviato su ricorso del pubblico ministero minorile, a seguito di una segnalazione dei Servizi sociali. Il PM aveva evidenziato «la condizione di sostanziale abbandono» dei minori, che vivevano in un rudere fatiscente e in una piccola roulotte, senza istruzioneassistenza sanitaria. La situazione era emersa dopo un accesso al pronto soccorso per ingestione di funghi.

In precedenza, con decreto del 23 aprile 2025 e confermato il 22 maggio, il Tribunale aveva già affidato i minori al Servizio Sociale, attribuendogli il potere esclusivo di decidere sul loro collocamento e sulle questioni di rilievo sanitario. Le relazioni preliminari avevano evidenziato negligenza genitoriale, isolamento dei bambini e mancata frequentazione scolastica.

Sotto il profilo abitativo, era stata richiesta una perizia sulla sicurezza del rudere, mentre per la salute dei minori erano stati indicati accertamenti pediatrici completi. I genitori avevano dichiarato di aver seguito un percorso di istruzione parentale regolare e di aver a disposizione una normale abitazione, illustrando lo stato dei lavori di ristrutturazione del casale.

Nonostante le dichiarazioni, il 13 novembre 2025 il Tribunale ha disposto la sospensione della responsabilità genitoriale e il collocamento dei minori in casa-famiglia, evidenziando che i genitori avevano smesso di collaborare con gli assistenti sociali e avevano impedito l’accesso all’abitazione.

Sul fronte sanitario, il Servizio sociale ha segnalato la necessità di visite neuropsichiatriche infantili e di esami per lo stato immunitario vaccinale, ma i genitori si erano rifiutati di sottoporre i figli agli accertamenti, chiedendo un compenso di 50.000 euro per ciascun minore. La perizia sull’abitazione era risultata insufficiente: mancavano documenti, certificato di collaudo statico e impianti essenziali.

Per quanto riguarda l’istruzione, il provvedimento cautelare non era basato sul rischio di violazione del diritto all’istruzione, ma sulla lesione del diritto alla vita di relazione dei minori. Tuttavia, le verifiche successive hanno evidenziato ritardi nello sviluppo alfabetico e sociale dei figli e una scarsa partecipazione ad attività di gruppo.

Alla luce di quanto emerso, il Tribunale ha disposto una consulenza tecnica d’ufficio per valutare le competenze genitoriali e il profilo psicologico dei genitori, nonché lo stato psico-diagnostico dei minori. La consulenza sarà audio-videoregistrata e le relazioni aggiornate dai Servizi sociali dovranno essere trasmesse entro termini specifici.

Il procedimento prevede tempi certi: la consulente dovrà depositare la relazione preliminare entro il 5 gennaio 2026, le osservazioni delle parti entro 30 giorni, e la relazione definitiva entro altri 30 giorni. Il Servizio Sociale aggiornerà sugli interventi entro il 30 gennaio 2026, e le parti avranno tempo fino al 15 febbraio 2026 per eventuali memorie. Solo allora il Tribunale prenderà le determinazioni definitive nell’interesse dei minori.

Continua a leggere su TheSocialPost.it

Hai scelto di non accettare i cookie

Tuttavia, la pubblicità mirata è un modo per sostenere il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirvi ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, sarai in grado di accedere ai contenuti e alle funzioni gratuite offerte dal nostro sito.

oppure