Vai al contenuto

Gli buttano giù lo stadio, bufera nel celebre sport: interviene persino l’Unesco

Pubblicato: 25/12/2025 16:46

Dopo il lungo e controverso dibattito sul futuro dello stadio San Siro di Milano, un nuovo caso internazionale riaccende il confronto sul destino degli impianti sportivi storici. Questa volta la bufera arriva dal mondo del baseball e coinvolge Tokyo, dove la demolizione di uno stadio simbolo ha attirato l’attenzione dell’UNESCO.
Il caso di San Siro ha ormai assunto un valore emblematico. Lo stadio milanese rappresenta il cuore sportivo e identitario della città, ma è anche al centro di un confronto che va oltre il calcio: demolire o conservare, investire sul nuovo o preservare la memoria.
Una discussione che non riguarda solo Milano. In molte grandi città del mondo, gli impianti storici vengono considerati sempre più spesso inadatti agli standard moderni di sicurezza, sostenibilità e redditività. Il risultato è un dilemma urbano: come conciliare sviluppo economico, rigenerazione urbana e tutela del patrimonio culturale.

Dallo stadio “monouso” agli impianti multifunzionali

Negli ultimi anni è cambiato radicalmente il concetto stesso di stadio. Non più strutture utilizzate solo per eventi sportivi, ma poli multifunzionali integrati nel tessuto urbano, capaci di ospitare concerti, spazi commerciali, uffici e aree verdi.
Un modello che promette ritorni economici continui, ma che spesso entra in conflitto con il valore storico e simbolico degli impianti più antichi. Ed è proprio in questo contesto che si inserisce il caso giapponese destinato a far discutere.

Tokyo e il Meiji Jingu Stadium, uno stadio simbolo a rischio

Nel cuore di Tokyo, all’interno dell’area verde di Jingu Gaien, sorge il Meiji Jingu Stadium, inaugurato nel 1926. È il secondo stadio di baseball più antico del Giappone e un luogo profondamente radicato nella storia sportiva del Paese.
Qui si sono disputati eventi leggendari, tra cui la storica tournée del 1934, che vide protagonisti miti del baseball mondiale come Babe Ruth e Lou Gehrig. Nonostante questo, lo stadio è destinato alla demolizione.

Il progetto di rigenerazione e l’investimento miliardario

Il piano approvato nel 2023 prevede la demolizione completa del Meiji Jingu Stadium e la sua ricostruzione in un’altra posizione all’interno dello stesso comparto urbano. L’intervento rientra in un vasto progetto di rigenerazione che interessa quasi 28 ettari e comprende nuove strutture sportive, torri direzionali, hotel, spazi commerciali e grandi aree pedonali.
L’investimento stimato è di 349 miliardi di yen, circa 2,2 miliardi di euro, finanziati interamente da un consorzio privato. La conclusione dei lavori è prevista per il 2036.

Proteste, ambiente e l’intervento dell’UNESCO

Il progetto ha però scatenato una forte mobilitazione civica. Associazioni ambientaliste, cittadini ed esperti denunciano l’impatto sul paesaggio storico e sul patrimonio arboreo dell’area, in particolare sui celebri ginkgo biloba secolari, simbolo di Tokyo.
La vicenda ha assunto una dimensione internazionale quando ICOMOS, organismo consultivo dell’UNESCO, ha lanciato una Heritage Alert, segnalando il progetto come una minaccia concreta per la conservazione del paesaggio urbano storico.

Modernizzare senza demolire, il nodo irrisolto

Le autorità giapponesi hanno risposto promettendo più verde, nuove piantumazioni e monitoraggi ambientali costanti, ma il nodo centrale resta aperto: è davvero necessario demolire per modernizzare?
Il caso del Meiji Jingu Stadium, come quello di San Siro, mette in luce una questione sempre più centrale nelle città del XXI secolo. Gli stadi non sono solo infrastrutture sportive, ma luoghi della memoria collettiva, simboli identitari e spazi pubblici. Decidere il loro destino significa scegliere che tipo di città e di società si vuole costruire. Una partita che, a Tokyo come a Milano, è tutt’altro che conclusa.

Continua a leggere su TheSocialPost.it

Hai scelto di non accettare i cookie

Tuttavia, la pubblicità mirata è un modo per sostenere il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirvi ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, sarai in grado di accedere ai contenuti e alle funzioni gratuite offerte dal nostro sito.

oppure