
Roma. Papa Leone XIV ha celebrato nella mattina di Natale 2025 la messa di Natale nella Basilica di San Pietro, riportando il Pontefice a presiedere personalmente la funzione diurna dopo oltre trent’anni. Dall’epoca di Paolo VI, infatti, la celebrazione era stata generalmente affidata a un cardinale, mentre il Papa interveniva solo con la benedizione Urbi et Orbi. L’ultimo precedente risaliva al 1994, con Giovanni Paolo II.
Al termine della celebrazione, a mezzogiorno, Leone si è affacciato dalla Loggia delle Benedizioni per il tradizionale messaggio Urbi et Orbi, rivolto alla città e al mondo, confermando una giornata interamente segnata dalla sua presenza diretta nelle celebrazioni natalizie.
L’omelia e il richiamo alle sofferenze del mondo
Durante l’omelia, il Papa ha insistito sulla necessità di non restare indifferenti alla sofferenza umana, richiamando un passaggio di Papa Francesco sulla tentazione di mantenere una distanza prudente dalle “piaghe” del mondo. Leone ha invitato a entrare nella carne sofferente degli altri, rinunciando a quei ripari personali e collettivi che allontanano dal dramma umano.
Il passaggio più forte è arrivato quando il Pontefice ha collegato l’immagine evangelica del Verbo che pianta la sua fragile tenda tra gli uomini alle tende di Gaza, esposte da settimane a pioggia, vento e freddo. Un riferimento esteso anche ai profughi e ai rifugiati in ogni continente, alle persone senza dimora nelle città e alle popolazioni inermi segnate dalle guerre, comprese le vite dei giovani costretti alle armi, definiti vittime dell’insensatezza dei conflitti e di una retorica che li manda a morire.
La vigilia e la denuncia economica
Il clima del Natale di Leone era stato anticipato già nella vigilia, quando il Pontefice, a sorpresa, si era affacciato sul sagrato di San Pietro per salutare e ringraziare i circa cinquemila fedeli presenti nonostante la pioggia. Nell’omelia della messa di mezzanotte, aveva denunciato con parole nette un’economia distorta che tratta gli uomini come merce, legando il messaggio natalizio a un richiamo diretto alla dignità umana e alla responsabilità collettiva.


