
Succede sempre più spesso: un’auto imbocca l’autostrada contromano, pochi istanti di panico, poi la notizia del tragico incidente che spezza vite e famiglie. Negli ultimi mesi, dietro a questi episodi, c’è quasi sempre un dettaglio che fa discutere e divide l’Italia, dalle famiglie ai palazzi della politica.
Al centro del dibattito ci sono loro, gli automobilisti più anziani, quelli che da una vita sono al volante e per cui la patente è molto più di un semplice documento. Dopo una serie di schianti mortali che hanno visto coinvolti ultraottantenni, il governo ha deciso di mettere mano a un tema delicatissimo: il rinnovo della patente in età avanzata.

La mossa del governo: niente più rinnovo “automatico”
Il ministro dei Trasporti Matteo Salvini, intervenuto a Rtl 102.5, ha confermato che al ministero si sta lavorando a una stretta sul rinnovo della patente per chi supera una certa età. Tecnici e uffici sono già al lavoro per definire limiti, modalità e nuovi controlli.
“Quello che sta succedendo impone una riflessione basata sui dati, non sulle impressioni”, ha spiegato Salvini, riferendosi agli ultimi casi di auto in contromano in autostrada, alcuni dei quali costati la vita a più persone. In almeno tre incidenti mortali, alla guida c’erano ultraottantenni.
Oggi la legge prevede il rinnovo ogni tre anni per gli over 70 e ogni due anni dopo gli 80. Ma per il ministro questo non basta: il nuovo Codice della strada non può evitare da solo manovre folli. “Non fare inversioni a U in autostrada e non imboccare l’autostrada contromano è qualcosa che non posso imporre per legge: serve essere sempre attenti alla guida”.

La politica si divide: esame obbligatorio dopo gli 80?
Non è solo il governo a muoversi. Anche l’opposizione ha rimesso mano a vecchie proposte tenute nel cassetto. Anthony Barbagallo, capogruppo del Pd in Commissione Trasporti, ha annunciato l’intenzione di ripresentare una legge già bocciata dalla maggioranza. La proposta è chiara: introdurre un esame teorico e pratico obbligatorio per il rinnovo della patente dagli 80 anni. Niente più semplice visita medica e via libera: chi vorrà continuare a guidare dovrà dimostrare, di nuovo, di essere davvero in grado di stare al volante.
Per i promotori sarebbe il modo più efficace per verificare le reali capacità di guida di ogni singola persona, evitando che l’età anagrafica sia l’unico parametro. Ma questa idea spaventa molti anziani e le loro famiglie, perché non si parla solo di auto, ma di libertà. Dietro a numeri, tabelle e norme c’è la vita di migliaia di persone. Per moltissimi over 70 e over 80 la patente non è solo un tesserino nel portafoglio, ma un simbolo di autonomia e indipendenza: la possibilità di andare a fare la spesa, accompagnare il partner alle visite, vedere i nipoti, uscire con gli amici.
Le eventuali nuove regole rischiano quindi di avere un impatto enorme sul quotidiano di chi vive in piccoli centri, magari senza mezzi pubblici efficienti. Per questo la discussione è diventata subito caldissima: sicurezza da una parte, diritto a muoversi dall’altra. Le associazioni dei consumatori e i sindacati dei pensionati chiedono al governo di non trasformare gli anziani in un facile capro espiatorio. Il presidente di Assoutenti, Gabriele Melluso, ricorda che “la libertà di muoversi è un diritto fondamentale a tutte le età“.
Per questo propone una strada diversa: rafforzare i controlli medico-funzionali, con criteri chiari e aggiornati, invece di fissare un limite di età rigido oltre il quale diventa quasi impossibile rinnovare la patente. Insomma, guardare alle condizioni reali della persona, non solo all’anno di nascita.
Sulla stessa linea la Uilp, il sindacato dei pensionati della Uil. Il segretario generale Carmelo Barbagallo invita a “studiare bene i dati e confrontarsi con le parti sociali” prima di cambiare le norme. Perché togliere la patente a chi vive da solo o lontano dai figli può significare isolarlo ancora di più.
A spingere verso la stretta ci sono però i numeri. Secondo le ultime statistiche Istat-Aci, pubblicate a luglio, nel 2024 il tasso di mortalità stradale più alto si registra tra gli 85 e gli 89 anni: ben 103,8 decessi ogni milione di abitanti. Subito dietro ci sono i giovanissimi, la fascia 20-24 anni, con 84,7 morti ogni milione, e poi gli anziani tra gli 80 e gli 84. Due mondi lontanissimi – ragazzi alle prime esperienze e nonni con una vita di guida alle spalle – accomunati però dallo stesso dato drammatico: sulle strade sono le categorie più fragili.
Numeri che pesano come macigni nel dibattito politico. Da una parte chi chiede di proteggere tutti gli utenti della strada riducendo al massimo i rischi; dall’altra chi teme che si arrivi a penalizzare in blocco gli automobilisti anziani che, magari, guidano da anni in modo prudente e responsabile.
Per ora non c’è ancora una data, né una soglia di età definitiva oltre la quale la patente diventerà più difficile da rinnovare. Ma una cosa è certa: la stretta sulle patenti agli anziani è destinata a diventare uno dei temi più caldi dei prossimi mesi, tra talk show, social e tavoli tecnici. In mezzo, come sempre, ci sono le storie vere: quelle di chi ha paura di uscire di casa quando sente parlare di auto contromano, e quelle di chi teme di vedersi togliere, con un semplice “non idoneo”, l’ultima grande libertà rimasta.
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