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“È sparito tutto”. Il giallo social dopo la strage di Crans-Montana

Pubblicato: 02/01/2026 12:58

La notte di San Silvestro a Crans-Montana doveva essere solo musica, drink e selfie di rito. Invece, il party al locale notturno Le Constellation si è trasformato in una delle tragedie più drammatiche degli ultimi anni: un incendio improvviso, seguito da diverse esplosioni, ha provocato la morte di 47 giovanissimi e oltre un centinaio di feriti.

Un bilancio terribile che, per ora, non si è ulteriormente aggravato. Ma mentre la comunità cerca di elaborare il trauma, un dettaglio colpisce soprattutto chi vive online: il mistero dei social scomparsi legati al locale e all’evento.

Social nel mirino: cosa è successo agli account del locale

A pochi giorni dalla strage di Crans-Montana, oltre alle indagini tecniche sul luogo del disastro, l’attenzione si sposta anche sul mondo digitale. Al centro, un interrogativo che riguarda i profili social collegati al locale e all’ambiente della nightlife della zona.

La vicenda è arrivata anche in TV, nella trasmissione di approfondimento Quarto Grado, che ha dedicato ampio spazio alla tragedia. È proprio da lì che emerge un elemento destinato a far discutere, soprattutto chi considera i social come una vera “memoria” pubblica degli eventi.

Veduta di Crans-Montana dopo la tragedia al locale Le Constellation

“Sono stati cancellati”: la sparizione improvvisa dei profili

L’inviato della trasmissione, collegato in diretta da Crans-Montana, ha raccontato un dettaglio che potrebbe pesare molto anche sul piano giudiziario, oltre che su quello mediatico. “I profili social di queste persone, che riguardavano anche i locali, sono stati cancellati. Cosa c’era all’interno di questi profili? C’erano dei commenti, commenti in cui le persone si lamentavano di falle della sicurezza proprio nel locale. Bene, questi commenti ora non sono più visibili, perché sono stati cancellati. Chiaramente questo è un aspetto che può fare la differenza nell’indagine che si aprirà”.

Secondo quanto riportato, la scomparsa sarebbe avvenuta il giorno successivo alla tragedia: pagine, contenuti e commenti che prima erano pubblici e accessibili, ora risultano irraggiungibili. Un “è sparito tutto” che inevitabilmente alimenta dubbi, sospetti e domande su cosa sia stato eliminato e perché.

Soccorsi e mezzi di emergenza davanti al locale di Crans-Montana

Indagine digitale: telefonini, foto e video fondamentali

Dallo studio, il conduttore Gianluigi Nuzzi non ha nascosto la convinzione che l’inchiesta sia già entrata nel vivo. “Sì, io penso che questa indagine sia già aperta, anzi penso con certezza che sia già aperta. La procuratrice Beatrice Pillou sta disponendo tutta una serie di accertamenti e tra i tanti, perché sono veramente infiniti, l’ingegneria dei Vigili del Fuoco darà un contributo importante e sono importanti anche – ha fatto riferimento la stessa Beatrice Pillou – i telefonini che sono stati acquisiti e sequestrati, ritrovati all’interno del locale, sperando che ci siano questi contributi, queste fotografie, questi video girati”.

In un’epoca in cui ogni serata viene documentata in tempo reale con storie, reel, video e post, gli smartphone dei presenti al Le Constellation possono diventare una vera e propria “scatola nera” della notte di Capodanno: immagini degli interni, condizioni del locale, affollamento, eventuali anomalie prima dell’incendio.

Interni danneggiati dal fuoco dopo l'incendio al locale di Crans-Montana

Locali, sicurezza e social: il lato nascosto delle recensioni online

Il nome della procuratrice Beatrice Pillou emerge così come figura chiave di un’indagine complessa che non riguarda solo impianti, materiali e strutture, ma anche ciò che era già stato segnalato pubblicamente sui social. Secondo quanto riferito, infatti, alcuni commenti parlavano di presunte falle nella sicurezza del locale, un seminterrato affollato da centinaia di ragazzi, appena ristrutturato.

I dubbi principali riguardano i sistemi antincendio: si sono attivati in ritardo o non hanno funzionato? E le vie di fuga erano realmente adeguate o si sono trasformate in un imbuto, intrappolando i giovani come in una gabbia? Domande che ora passano anche attraverso ciò che resta – o non resta più – online.

“Silenzio digitale” dopo la tragedia: cosa resta da chiarire

Oggi, su quella notte, pesa non solo il dolore, ma anche il vuoto lasciato dalle pagine social scomparse. Quei profili, quelle recensioni, quei commenti critici sulla sicurezza potevano essere uno specchio, seppur parziale, di ciò che accadeva dietro le luci della festa.

Le risposte dovranno arrivare dalle perizie tecniche, dalle testimonianze e dai dispositivi sequestrati, ma anche dalla ricostruzione di ciò che circolava in rete prima che “sparisse tutto”. Nel frattempo, Crans-Montana resta sospesa tra lutto e ricerca di verità, in una notte di Capodanno che avrebbe dovuto aprirsi con la musica e si è invece chiusa con le fiamme – e con un inquietante blackout anche sul fronte digitale.

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