Vai al contenuto

Meloni difende l’intervento Usa in Venezuela, Schlein attacca: “Trump viola il diritto internazionale”

Pubblicato: 03/01/2026 22:28

Roma. La linea del governo italiano sull’operazione militare decisa dagli Stati Uniti in Venezuela prende forma in una nota ufficiale di Palazzo Chigi, diffusa dopo i contatti avviati fin dalle prime ore dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni con il ministro degli Esteri Antonio Tajani. Pur ribadendo che l’azione militare esterna “non è la strada da percorrere” per porre fine ai regimi autoritari, l’esecutivo considera legittimo un intervento di natura difensiva contro minacce alla sicurezza nazionale, come nel caso di entità statuali accusate di favorire il narcotraffico.

Nel documento si ricorda la posizione storica dell’Italia sul Venezuela, da sempre schierata a sostegno dell’aspirazione del popolo venezuelano a una transizione democratica. Roma ha condannato negli anni gli atti di repressione del regime di Maduro e non ha mai riconosciuto la sua auto-proclamata vittoria elettorale, in linea con i principali partner internazionali. In questo quadro viene inserita anche la valutazione sull’operazione americana che ha portato alla destituzione di Nicolás Maduro e al suo trasferimento negli Stati Uniti.

La linea del governo sull’intervento

La nota di Palazzo Chigi insiste su un doppio binario: da un lato la contrarietà dell’Italia all’uso della forza come strumento per rovesciare i regimi, dall’altro il riconoscimento della legittimità di azioni difensive quando sono in gioco attacchi ibridi e minacce dirette alla sicurezza. La presidente Meloni, viene assicurato, segue “con particolare attenzione” la situazione della comunità italiana in Venezuela, indicata come priorità assoluta dell’azione di governo.

La replica dell’opposizione arriva poche ore dopo. La segretaria del Partito democratico Elly Schlein parla apertamente di violazione del diritto internazionale, definendo l’azione militare di Donald Trump un’aggressione a uno Stato sovrano priva di base legale. In una nota diffusa al termine di una lunga riunione della segreteria dem, Schlein richiama l’articolo 11 della Costituzione, che ripudia la guerra come strumento di risoluzione delle controversie.

Lo scontro sul diritto internazionale

Secondo la leader del Pd, l’attacco rischia di creare un pericoloso precedente, legittimando azioni unilaterali destinate ad alimentare nuovi conflitti e instabilità su scala regionale e globale. Il diritto internazionale, sostiene, “non è un menù à la carte”: i principi della Carta ONU devono valere sempre e per tutti. Da qui l’accusa più politica al governo italiano, colpevole – secondo Schlein – di avallare, almeno in parte, una logica che sostituisce la legalità internazionale con la legge del più forte.

Il Pd chiede infine una presa di posizione netta dell’Unione Europea e dell’Italia contro quelle che definisce violazioni, sollecitando anche una convocazione urgente delle Nazioni Unite per riaffermare il ruolo delle sedi multilaterali e della diplomazia rispetto all’uso della forza. Una spaccatura che riporta al centro del dibattito politico italiano il nodo del rapporto tra sicurezza, sovranità e diritto internazionale.

Continua a leggere su TheSocialPost.it

Hai scelto di non accettare i cookie

Tuttavia, la pubblicità mirata è un modo per sostenere il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirvi ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, sarai in grado di accedere ai contenuti e alle funzioni gratuite offerte dal nostro sito.

oppure