
Meteo, l’Epifania 2026 sarà ricordata come una delle più segnate dal maltempo degli ultimi anni. L’Italia si prepara a una giornata estremamente complessa sul piano meteorologico, con piogge torrenziali al Centro-Sud e nevicate diffuse a bassa quota, capaci di imbiancare anche diverse grandi città. Per centinaia di migliaia di bambini sarà una Befana sotto la neve; per molte amministrazioni locali, invece, una giornata di emergenza e decisioni difficili.
Roma e il Lazio sotto pressione: piogge record e rischio idrogeologico
Il quadro più critico riguarda Roma e il Lazio, già colpiti da ore di precipitazioni intense. Le piogge non accennano a diminuire e stanno provocando gravi criticità idrogeologiche. Il Tevere è in rapida crescita, mentre l’Aniene è già esondato in alcune aree.
I dati pluviometrici sono eccezionali: oltre 110 millimetri di pioggia a Roma tra ieri e oggi (immagine in basso), con punte oltre i 150 millimetri in molte zone del Lazio. A Palestrina si sfiorano i 200 millimetri in meno di 48 ore. Il 2026 è iniziato con una sequenza impressionante: sei giorni consecutivi di pioggia, senza alcuna tregua.
Secondo gli esperti, la regione si trova al centro di uno scontro tra masse d’aria opposte. Il flusso caldo e umido di Libeccio che risale dal Mediterraneo incontra l’aria gelida che scende dal Nord, creando una linea di convergenza stazionaria. Questo meccanismo alimenta temporali autorigeneranti, con piogge che insistono sulle stesse aree per ore, aumentando in modo esponenziale il rischio di allagamenti, frane e piene fluviali.

Piogge torrenziali anche su Abruzzo, Umbria e Marche. Neve fino in pianura: Epifania storica al Centro e in alcune città del Nord
La fase di maltempo non riguarda solo il Lazio. Abruzzo, Umbria e Marche stanno registrando accumuli importanti, con L’Aquila già oltre i 50 millimetri giornalieri, dopo i 40 caduti ieri. Le precipitazioni continueranno anche nelle prossime ore, facendo salire ulteriormente i livelli dei corsi d’acqua principali e minori. Lo scenario resta altamente critico per tutta la serata e la notte.
Accanto alla pioggia, l’altro grande protagonista dell’Epifania sarà la neve. Martedì 6 gennaio porterà nevicate abbondanti a bassa quota su gran parte del Centro Italia e fino in pianura in alcune città del Nord.
Bologna, Venezia e Trieste vedranno la neve cadere, in modo più coreografico sull’Alto Adriatico e con accumuli più consistenti in Romagna, dove si attendono 10–20 centimetri anche sulle coste.
Il cuore dell’evento nevoso sarà però il Centro Italia, in particolare le Marche, con accumuli significativi anche in Toscana e Umbria. Firenze si risveglierà imbiancata, così come Arezzo, il Casentino, il Mugello e vaste aree dell’Appennino. La neve cadrà abbondante su località come Urbino, Fabriano, Gubbio, Città di Castello, Camerino e San Marino, con possibili imbiancate persino lungo le coste marchigiane, Ancona compresa.
Nel Nord-Ovest, invece, il freddo resterà secco ma intenso, con temperature già glaciali. In alcune vallate alpine si sono registrate minime inferiori ai -12 gradi, con scenari pienamente invernali.

Scuole chiuse anche il 7 e 8 gennaio: vacanze prolungate
L’ondata di maltempo avrà effetti anche sulla vita quotidiana. Gelo intenso, neve abbondante e strade impraticabili spingeranno molti sindaci a firmare ordinanze per la chiusura delle scuole anche mercoledì 7 e giovedì 8 gennaio.
La decisione sarà motivata non solo dalle difficoltà di spostamento, ma anche dai problemi legati al riscaldamento degli edifici scolastici e alla sicurezza generale. Per decine di migliaia di studenti, il rientro in classe slitterà di almeno 48 ore, in attesa di un miglioramento delle condizioni meteo.
Nelle prossime ore sarà decisiva l’evoluzione della situazione: già domani si conosceranno i primi elenchi ufficiali dei comuni che prolungheranno la chiusura degli istituti. L’Epifania 2026, intanto, si annuncia come una delle più difficili e memorabili sul fronte meteorologico.


