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I feretri degli italiani morti a Crans Montana in viaggio verso l’Italia

Pubblicato: 05/01/2026 12:43

La strage di Crans-Montana continua a scuotere l’Europa mentre emergono nuovi dettagli sull’incendio divampato nella notte di Capodanno all’interno del locale Le Constellation, nella celebre località sciistica svizzera. Il bilancio resta drammatico: 40 vittime, in gran parte giovanissimi, e 121 feriti, molti dei quali in condizioni gravissime. Tra loro ci sono sei italiani morti e 14 feriti, una tragedia che ha trasformato una festa in un incubo.

L’incendio è scoppiato intorno all’1:30 del 1° gennaio, durante una serata particolarmente affollata. Secondo le prime ricostruzioni, il rogo sarebbe stato causato da una fontanella scintillante applicata a una bottiglia di champagne e avvicinata al soffitto. Un gesto apparentemente innocuo che avrebbe innescato le fiamme su un materiale fonoassorbente non ignifugo, come confermato dall’ambasciatore italiano in Svizzera, Gian Lorenzo Cornado.

Le indagini sono in corso e i proprietari del locale risultano indagati per omicidio colposo. «In Italia – ha dichiarato l’ambasciatore – i gestori del Constellation sarebbero stati arrestati». Parole durissime che accendono il dibattito sulla sicurezza nei locali notturni e sulle responsabilità di chi organizza eventi con centinaia di persone, spesso minorenni.

Intanto oggi, lunedì 5 gennaio, si è consumato uno dei momenti più dolorosi: il rimpatrio delle salme. Cinque bare bianche sono state imbarcate su un C-130 dell’Aeronautica militare dall’aeroporto di Sion, direzione Milano Linate e successivamente Roma Ciampino. Ad accoglierle, rappresentanti delle istituzioni, tra cui il ministro degli Esteri Antonio Tajani e il presidente del Senato Ignazio La Russa.

Sul fronte sanitario, la situazione resta critica. All’ospedale Niguarda di Milano sono ricoverati 11 feriti, quasi tutti tra i 15 e i 16 anni, con ustioni di secondo e terzo grado fino a oltre il 50% del corpo. Sei pazienti sono in terapia intensiva, tre dei quali in condizioni particolarmente critiche, con gravi danni polmonari causati dall’inalazione di fumo.

Il dolore ha attraversato i confini nazionali. Il presidente francese Emmanuel Macron ha annunciato che il 9 gennaio si recherà in Svizzera per rendere omaggio alle vittime. Un gesto simbolico che testimonia come la tragedia di Crans-Montana abbia colpito l’intera Europa, coinvolgendo famiglie francesi, italiane e di altri Paesi.

Particolarmente toccante il messaggio dei familiari della strage di Viareggio, che hanno espresso vicinanza ai genitori delle vittime. «Noi sappiamo come il fuoco uccide», hanno scritto, parlando di una tragedia evitabile e denunciando ancora una volta come la mancanza di sicurezza e il profitto continuino a costare vite umane, anche nei luoghi del divertimento.

Nei prossimi giorni si terranno i funerali delle giovani vittime italiane: il 7 gennaio l’ultimo saluto a Minghetti a Roma e a Tamburi a Bologna, mentre a Milano è stata allestita la camera ardente per Achille Barosi, il 16enne morto nell’incendio. Cerimonie che uniranno comunità intere nel silenzio e nel lutto.

Resta ora l’attesa per la verità giudiziaria. L’Italia ha promesso che seguirà passo dopo passo l’inchiesta svizzera, chiedendo chiarezza su uscite di sicurezza, materiali infiammabili e controlli mancati. Perché dietro i numeri, dietro i titoli, restano vite spezzate e famiglie che chiedono una sola cosa: giustizia.

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