
Un nuovo sciame sismico ai Campi Flegrei è iniziato nella mattinata di oggi, interessando in particolare l’area della Solfatara. A renderlo noto è stato l’Osservatorio Vesuviano, che monitora costantemente una delle zone vulcaniche più sorvegliate d’Europa. Il fenomeno riaccende l’attenzione su un territorio fragile, da anni al centro di studi e preoccupazioni.
Le prime due scosse di terremoto, registrate nelle ore precedenti, hanno avuto una magnitudo di 1.2 e 1.7, valori bassi ma sufficienti a essere avvertiti dalla popolazione locale. Successivamente, l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) ha comunicato al Comune di Pozzuoli che lo sciame sismico vero e proprio è iniziato alle 10.33.
Immediata la risposta delle istituzioni locali. L’Amministrazione comunale di Pozzuoli, in stretto contatto con la Protezione Civile, ha assicurato un monitoraggio costante dell’evoluzione del fenomeno. «Seguiamo da vicino lo sciame sismico in atto e forniremo aggiornamenti fino alla conclusione», ha fatto sapere il Comune in una nota ufficiale.

Al momento, fortunatamente, non si registrano danni a persone o cose. Tuttavia, l’attenzione resta alta in tutta l’area flegrea, dove ogni nuova sequenza sismica viene osservata con estrema cautela. Un territorio densamente abitato, dove anche eventi di lieve entità hanno un forte impatto psicologico.
La popolazione locale, in particolare a Pozzuoli, convive da anni con il bradisismo, un fenomeno che comporta il lento sollevamento e abbassamento del suolo. Una condizione che, sebbene ormai “conosciuta”, continua a generare timori e interrogativi, soprattutto alla luce dell’intensificarsi degli episodi sismici negli ultimi tempi.
Il bradisismo flegreo, tornato attivo in maniera evidente circa vent’anni fa, non mostra segnali di attenuazione. Anzi, alcuni indicatori storici e naturali sembrano confermare una fase di persistente attività, rendendo l’area uno dei laboratori geologici più studiati al mondo.
Tra questi indicatori spicca il Macellum di Pozzuoli, noto anche come Tempio di Serapide, considerato un vero e proprio “termometro” del bradisismo. Appena 25 anni fa il sito archeologico era ancora parzialmente sommerso dalle acque; oggi è completamente riemerso, testimonianza visibile dei movimenti del suolo.
Un fenomeno tutt’altro che nuovo: già in epoca romana il Macellum subì più volte innalzamenti e sprofondamenti. Gli stessi costruttori furono costretti a ripavimentarlo più volte, prima di rendersi conto che il destino geologico di Pozzuoli era legato a cicli naturali di immersione e riemersione.
Oggi come allora, i Campi Flegrei restano un’area sotto stretta osservazione scientifica. Ogni nuovo sciame sismico rappresenta un segnale da interpretare con attenzione, nella consapevolezza che la prevenzione, l’informazione corretta e il monitoraggio continuo sono gli strumenti fondamentali per convivere con un territorio tanto affascinante quanto complesso.


