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Crans-Montana, la lotta di Elsa Rubino: intervento salvavita riuscito, resta in prognosi riservata

Pubblicato: 08/01/2026 08:44

È terminato nella mattinata di mercoledì 7 gennaio il primo, delicatissimo intervento chirurgico per Elsa Rubino, la quindicenne di Biella rimasta gravemente ferita nel rogo di Crans-Montana e ricoverata all’ospedale universitario di Zurigo. Secondo quanto si apprende, l’operazione era di vitale importanza e rappresentava un passaggio decisivo per la sopravvivenza della ragazza. A raccontarlo, con parole cariche di angoscia, è il padre Lorenzo: «La vita di Elsa è appesa ad un filo. I medici la stanno curando al meglio. Da questa operazione, molto delicata, ci hanno detto che dipendeva la sua sopravvivenza. Non possiamo che sperare che ci metta tutta la forza di cui è capace. Non è possibile nemmeno farla rientrare in Italia».

Le condizioni della giovane restano estremamente critiche e la prognosi è tuttora riservata. Elsa presenta ustioni di secondo e terzo grado su circa il sessanta per cento del corpo, un quadro clinico che impone la massima cautela. Lorenzo è rimasto a Zurigo dal giorno della tragedia e trascorre le ore fuori dalla clinica in attesa di notizie che possano offrire un minimo sollievo a lui e a Isabella, la mamma della ragazza, arrivata da Biella per stare accanto alla figlia.

Il Capodanno con gli amici e la fuga dalle fiamme

Elsa, studentessa al liceo linguistico, stava trascorrendo le vacanze nella casa del padre nella località turistica vallesana di Crans-Montana. La notte di Capodanno aveva deciso di festeggiare con gli amici della montagna. Quando si è accorta delle fiamme all’interno della discoteca, sarebbe riuscita a uscire, ma riportando ustioni gravissime su gran parte del corpo. Proprio per questo i medici non si sbilanciano e definiscono le sue condizioni «molto delicate». La ragazza è ancora tenuta in coma farmacologico e, nonostante inizialmente si fosse parlato di un possibile trasferimento a Torino, al momento non è ritenuto praticabile.

«La mia Elsa sta lottando per sopravvivere — racconta ancora il padre —. Siamo devastati. Le sue condizioni sono molto gravi. Siamo vicini al dolore dei genitori che hanno perso i loro figli». Parole che restituiscono tutta la dimensione del dramma vissuto dalla famiglia, sospesa tra speranza e paura.

Una famiglia conosciuta e l’abbraccio della comunità

Non era la prima volta che Elsa trascorreva le vacanze a Crans-Montana con il padre Lorenzo, che in passato aveva lavorato a Biella per il gruppo Zegna prima di trasferirsi a Como. La giovane frequentava già il Constellation, come molti ragazzi del posto. La sua è una famiglia molto conosciuta a Biella: il nonno, Luciano Donatelli, è stato presidente dell’Unione industriale, mentre la madre è insegnante nello stesso liceo frequentato da Elsa, il Sella.

Nella scuola, i compagni hanno voluto dedicarle un messaggio semplice e potente: «Elsa resisti. Continua a brillare». Oltre al minuto di silenzio disposto dal ministero, l’istituto ha organizzato un momento di raccoglimento e ha messo a disposizione una psicologa per aiutare gli studenti ad affrontare il trauma. Per Elsa si è tenuta anche una preghiera in Duomo con il vescovo di Biella Roberto Farinella e i gruppi di preghiera locali di padre Pio. «Abbiamo avuto appoggio da tutti, dalla Farnesina alla Protezione civile — conclude il papà —. Non so quante persone dobbiamo ringraziare».

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