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Spari contro il Tribunale a Napoli: pallottola rompe la vetrata della Procura al 12esimo piano

Pubblicato: 08/01/2026 08:55

Un colpo d’arma da fuoco contro il Tribunale di Napoli apre un nuovo fronte di allarme sulla sicurezza delle istituzioni giudiziarie. La scoperta è avvenuta nella mattinata del 2 gennaio, quando sono stati rilevati gravi danni a due vetrate infrante al dodicesimo piano del palazzo di giustizia, quello che ospita gli uffici della Procura generale. Un episodio inquietante, ancora avvolto da molti interrogativi, che ha immediatamente fatto scattare le indagini della Squadra Mobile della Questura di Napoli.
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Il proiettile ha attraversato entrambe le vetrate della stessa finestra ed è stato rinvenuto all’interno degli uffici, finendo a terra dopo aver superato i vetri. Un dettaglio, quello del foro ad altezza uomo, che rappresenta uno degli elementi chiave dell’inchiesta: la traiettoria orizzontale escluderebbe quasi del tutto un colpo sparato dalla strada, indirizzando gli investigatori verso un punto di tiro collocato alla stessa altezza degli uffici colpiti.

Il colpo contro gli uffici della Procura generale

L’ala del tribunale interessata dal colpo ospita ambienti particolarmente sensibili. Qui lavorano il procuratore generale Aldo Policastro, l’avvocato generale Simona Di Monte, quattro sostituti procuratori generali, oltre a cancellieri, personale amministrativo e forze di polizia. Il fatto che il proiettile abbia raggiunto proprio questo settore dell’edificio alimenta la preoccupazione e rende l’episodio ancora più delicato.

La Scientifica ha recuperato il proiettile, ora al centro di accertamenti balistici fondamentali per stabilire con precisione il tipo di arma utilizzata. Il coordinamento delle indagini è affidato ai procuratori aggiunti Sergio Amato e Giuseppina Loreto, sotto la direzione del procuratore Nicola Gratteri, che segue personalmente l’evolversi dell’inchiesta.

Pattuglia dei carabinieri in servizio notturno

Le ipotesi investigative ancora aperte

Al momento nessuna pista viene esclusa. Tra le ipotesi al vaglio degli investigatori c’è quella di un colpo esploso da un palazzo vicino, probabilmente utilizzando un’arma a lunga gittata. I danni riscontrati e la distanza dagli edifici circostanti sembrerebbero infatti più compatibili con l’uso di un fucile, piuttosto che di una pistola.

Resta sullo sfondo, seppur considerata remota, anche l’ipotesi del colpo vagante esploso durante i festeggiamenti di Capodanno. Una possibilità che non viene del tutto scartata, ma che appare difficilmente conciliabile con la posizione della finestra colpita e con la traiettoria del proiettile. A rendere il quadro ancora più complesso è l’eventualità, al momento solo teorica, che possa essere stato utilizzato un drone come piattaforma di tiro.

Un episodio che riaccende l’allarme sicurezza

L’episodio del Tribunale di Napoli arriva come un segnale inquietante, capace di riaccendere il dibattito sulla sicurezza dei palazzi di giustizia. Il fatto che il colpo abbia raggiunto un piano così alto e un’area occupata da magistrati e personale giudiziario solleva interrogativi pesanti, non solo sulla dinamica dell’accaduto ma anche sulle sue possibili motivazioni.

In attesa di riscontri definitivi dagli esami tecnici e balistici, l’inchiesta procede nel massimo riserbo. Quel che è certo è che il proiettile contro la Procura generale rappresenta un fatto grave, destinato a pesare sul clima istituzionale e a richiedere risposte rapide e chiare da parte degli investigatori.

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