
«Lo abbiamo sbattuto fuori di casa, con noi ha chiuso». Non usano mezzi termini i genitori del 19enne autore dei video pubblicati sui social dopo il tragico incidente costato la vita alla 23enne Sofia Barberi, avvenuto all’alba di sabato a Ceriale, nel Savonese.
Il giovane, che non risulta indagato perché non era alla guida dell’auto coinvolta nello schianto, aveva ripreso con il cellulare la scena dell’incidente ridendo e commentando la morte della ragazza. Successivamente aveva pubblicato un secondo filmato dalle scale di imbarco di un aeroporto, annunciando di lasciare l’Italia.
«Siamo distrutti, disperati. Chiediamo scusa alla famiglia di Sofia per il suo comportamento scandaloso. Purtroppo non ci sta con la testa», hanno dichiarato i familiari a Repubblica, prendendo nettamente le distanze dal figlio.
L’indignazione suscitata dai video ha provocato anche momenti di forte tensione sotto l’abitazione della famiglia. Alcuni amici della giovane vittima si sarebbero radunati davanti al palazzo, costringendo i genitori e gli altri parenti a barricarsi in casa.
«Ci siamo chiusi dentro mettendo i mobili davanti alla porta. Eravamo terrorizzati, ma gli amici di Sofia hanno il cuore che brucia. Non si può giustificare in nessun modo quello che ha fatto», hanno raccontato.
Pur avendo richiesto l’intervento dei carabinieri per disperdere la folla, i familiari hanno scelto di non presentare denuncia. «Non sappiamo dove stia andando, forse in Spagna, forse in Portogallo. L’importante è che non torni. Ci ha rovinato la vita», hanno aggiunto.
Diversa la versione fornita dal legale del 19enne, secondo cui il ragazzo sarebbe partito all’estero perché preoccupato per l’incolumità dei genitori. «Sta male e teme che quelle persone possano tornare e fare del male alla sua famiglia», ha spiegato l’avvocato.
Nel frattempo, il giovane ha continuato a pubblicare contenuti sui social. Dopo un breve video di scuse, ne ha diffuso un altro dall’aeroporto di Malpensa, nel quale, sorridendo, afferma: «Mi sa che il mio piano di fare bella vita felice in Italia è fallito. Tutta Italia ci odia».
Per l’incidente è invece indagata una 18enne neopatentata, accusata di omicidio stradale. La ragazza era alla guida della Fiat 500 che si è scontrata con lo scooter sul quale viaggiavano Sofia Barberi e un’amica, rimasta gravemente ferita. È risultata negativa all’alcol test.
«È annientata e devastata, dice di non avere più motivo di stare al mondo», ha riferito il suo difensore. La giovane ha inoltre dichiarato di conoscere appena il 19enne e l’altro ragazzo che erano con lui: «Non sono neanche miei amici, mi hanno solo chiesto un passaggio».


