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Senago, parla la madre di una delle vittime: “Basta cattiverie su mio figlio Lorenzo”

Pubblicato: 23/06/2026 15:23

«Sono veramente stanca di leggere tutte queste cattiverie gratuite». È un grido di dolore e rabbia quello affidato ai social da Alessandra Benin, madre di Lorenzo Benin, uno dei tre diciassettenni morti nel drammatico incidente avvenuto all’alba di domenica a Senago, nel Milanese.

Lorenzo, insieme a Camilla Copparoni e Riccardo Provasi, si trovava a bordo dell’Audi A2 precipitata nel canale Villoresi mentre il gruppo di amici stava rientrando da una festa per un diciottesimo compleanno. Nell’auto viaggiavano in nove: sei ragazzi sono riusciti a salvarsi, mentre per i tre adolescenti non c’è stato nulla da fare.

Nei giorni successivi alla tragedia, accanto ai numerosi messaggi di cordoglio, sui social sono comparsi anche commenti duri e giudizi sul comportamento dei ragazzi e delle loro famiglie. Parole che hanno spinto la madre di Lorenzo a intervenire pubblicamente.

«Sono stanca di tutti questi leoni da tastiera che si permettono di scrivere senza conoscere i genitori e i ragazzi. Che si permettono di dire che ci sta bene tutto quello che è successo, che stavamo dormendo tranquillamente, che ragazzi di 17 anni erano in giro alle cinque del mattino», scrive la donna.

Nel lungo messaggio, Alessandra si presenta con orgoglio come la madre di Lorenzo: «Sono Alessandra, la mamma di Lorenzo Benin, per tutti Lollo, e ne sono fiera. Diciassette anni di gioia, quasi diciotto».

Poi si rivolge direttamente a chi in questi giorni ha commentato la tragedia con toni accusatori: «Dopo aver scritto tutte quelle parole vi sentite realizzati? Avete una vita sociale? Siete stati adolescenti? O vi hanno segregati da qualche parte e per questo motivo adesso siete molto frustrati?».

Un dolore immenso che si intreccia alla rabbia per i giudizi ricevuti. «In questo momento sono scesa al vostro livello e mi spiace veramente perché non è da me. E mi scuso. Se volete e ne avete il coraggio, venite pure a dirmi in faccia quello che scrivete».

Infine, l’appello al rispetto: «Vi posso assicurare che io personalmente non auguro neanche al mio peggior nemico quello che è successo. Vi chiedo cortesemente di finirla qui. Abbiate la compiacenza di avere un minimo di rispetto per tutto quello che è successo, che fino ad ora non avete avuto».

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Ultimo Aggiornamento: 23/06/2026 15:24

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