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“Non vi presentate ai funerali!”. Agente morto nell’inseguimento: esplode la rabbia

Pubblicato: 23/06/2026 13:26

Ci sono interventi che iniziano come routine e che, in pochi istanti, si trasformano in situazioni ad altissimo rischio. Il lavoro delle forze dell’ordine è spesso fatto di controlli quotidiani, di gesti ripetuti centinaia di volte, ma basta una variabile imprevista per cambiare completamente il corso degli eventi.

È proprio in quei momenti che si misura la complessità di un servizio svolto costantemente sul filo dell’equilibrio tra prevenzione e pericolo. Un attimo può fare la differenza, e ogni decisione presa in pochi secondi può avere conseguenze irreversibili.
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Inseguimento mortale a Milano, fermato il responsabile

Si inserisce in questo contesto la tragedia che ha portato alla morte dell’agente della Polizia locale Francesco Imprezzabile, 39 anni, deceduto a seguito di un inseguimento avvenuto nella periferia sud-est di Milano. Il veicolo coinvolto, un SUV Audi Q7, è stato successivamente ritrovato abbandonato a Pioltello, nell’hinterland milanese, a poca distanza dal luogo dell’incidente. L’uomo alla guida è stato invece individuato e fermato poco fa

Le parole di Giorgia Meloni

“Ho appreso con profondo dolore della morte dell’agente della Polizia Locale di Milano Francesco Imprezzabile, che ha perso la vita mentre era in servizio, durante un inseguimento. A nome del Governo italiano esprimo il più sincero cordoglio e la mia vicinanza alla sua famiglia, agli amici e ai colleghi. Chi indossa una divisa mette ogni giorno la propria vita al servizio degli altri.

L’Italia non dimentica il sacrificio di chi lavora con dedizione e professionalità per garantire la sicurezza dei cittadini e il rispetto delle regole. Onore a Francesco, servitore dello Stato. Che la terra ti sia lieve”.

Il mancato alt e la fuga

Tutto ha avuto inizio durante un normale servizio di controllo nel quartiere di Ponte Lambro, dove era stato predisposto un posto di blocco congiunto tra agenti della locale e polizia di Stato. Quando la paletta si è alzata, il conducente dell’auto non si è fermato, dando il via a una fuga improvvisa.

Il mezzo ha ignorato l’alt e ha accelerato, innescando un inseguimento lungo circa un chilometro. L’agente Imprezzabile, in sella alla sua moto di servizio, si è lanciato all’inseguimento del veicolo, che si è diretto verso via Milano, in una zona periferica caratterizzata da strade poco illuminate.

L’incidente e i soccorsi

È proprio in questo tratto che si è verificato l’incidente mortale. Per cause ancora in fase di accertamento, l’agente ha perso il controllo della moto, finendo sull’asfalto. Quando i soccorritori sono arrivati, allertati da un passante, il 39enne era già in condizioni gravissime.

Trasportato d’urgenza all’ospedale Niguarda, è deceduto poco dopo nonostante i tentativi di rianimazione. La notizia ha immediatamente scosso colleghi e istituzioni, accorsi sul posto per comprendere la dinamica dell’accaduto.

Le indagini e le ipotesi

Sull’episodio sono in corso le indagini della Polizia stradale, affiancata dagli agenti del commissariato Mecenate e dagli stessi colleghi della vittima. Al momento, in assenza di testimoni diretti e con poche immagini disponibili dalle telecamere della zona, gli investigatori stanno valutando diverse ipotesi.

Tra queste, quella dello speronamento appare al momento meno probabile, anche se non esclusa. Più concreta, nelle prime fasi, la possibilità di una perdita di controllo del mezzo, le cui cause restano da chiarire. Fondamentale sarà anche identificare le persone a bordo del SUV e comprendere il motivo della fuga.

Il ritrovamento del suv

Il SUV Audi Q7 è stato rintracciato poche ore dopo l’accaduto a Pioltello, abbandonato. Un elemento che potrebbe rivelarsi decisivo per le indagini, consentendo di raccogliere tracce utili all’identificazione dei responsabili e alla ricostruzione della vicenda.

Il ricordo di Francesco Imprezzabile

Francesco Imprezzabile era un agente molto conosciuto tra i colleghi, apprezzato per il suo impegno e la dedizione al servizio. Anche attraverso i social raccontava la quotidianità del suo lavoro, sottolineando spesso i rischi legati all’attività su strada.

Parole che oggi assumono un significato ancora più forte, ricordando quanto la sicurezza e la prontezza decisionale siano elementi centrali nel lavoro delle forze dell’ordine. La sua morte rappresenta una perdita significativa per l’intero corpo della Polizia locale e per la comunità.

La rabbia dei colleghi

“Questa notte ho appreso la notizia intorno alle 23, mi trovavo al lavoro a pattugliare Sesto San Giovanni, a Milano, Francesco, collega della polizia Locale, stava svolgendo lo stesso servizio! La vita passa in un attimo, un inseguimento, un controllo e ti accorgi forse di non aver avuto il tempo di salutare nessuno, qualcuno magari non hai voluto salutarlo, anche solo un bacio mancato. Poi realizzo che chi ha il potere non può nemmeno immaginare cosa significhi svolgere questo lavoro, che è più una missione”, ha dichiarato Pasquale Griesi, segretario del sindacato Fsp della Polizia di Stato.

“C’è una parte politica che ci osteggia, altri ci sopportano, ma in generale nessuno sa davvero cosa significhi, nessuno ha trascorso giornate in pattuglia, in ordine pubblico! So che non è il momento per polemizzare ma, cazzo, questi ragazzi, questi colleghi devono fare corsi di approccio per Lgbt secondo il Comune, corsi per rapportarsi con alcune persone in modo diverso dalle altre”, ha aggiunto Griesi ricordando la proposta del Comune di Milano per rendere gli agenti della Polizia Locale più inclusivi nei confronti della comunità Lgbtq.

“Lo dico chiaramente, nel modo più educato possibile, andate a cacare! Non presentatevi ai funerali! Riposa in pace ragazzo”, la conclusione, evidentemente carica di rabbia, del sindacalista.

Anche il sindacato Sap di Milano ha espresso vicinanza all’agente e ai suoi familiari: “Un fatto assurdo, che vede ancora una volta protagonista qualcuno che non si ferma a un posto di controllo. Il Sap milanese si stringe alla famiglia ed esprime il più profondo cordoglio”.

Una tragedia che interroga

L’episodio riporta al centro dell’attenzione i rischi legati agli inseguimenti e alle operazioni di controllo sul territorio, soprattutto in contesti complessi come le periferie urbane. Una tragedia che lascia aperti molti interrogativi e che richiederà approfondimenti per chiarire ogni aspetto della dinamica.

Nel frattempo resta il dolore per la scomparsa di un servitore dello Stato, caduto mentre svolgeva il proprio dovere.

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