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Crans-Montana, si muovono le procure italiane: disposte le autopsie. L’avvocato dei Galeppini: “Omicidio volontario”

Pubblicato: 09/01/2026 20:33

Mentre in Svizzera l’inchiesta sul rogo di Capodanno al locale Le Constellation di Crans-Montana fa i primi passi concreti con l’arresto di Jacques Moretti, le procure italiane si muovono a tutela delle famiglie delle vittime. Nei prossimi giorni sarà effettuata l’autopsia su Riccardo Minghetti, 16 anni, uno dei giovani deceduti nella tragedia. L’incarico è stato affidato dai pm di Roma, titolari dell’indagine contro ignoti per omicidio colposo plurimo e incendio.

Gli esiti delle autopsie delle altre vittime, affidate a diversi uffici giudiziari italiani, saranno trasmessi a Piazzale Clodio. Tra questi, anche Emanuele Galeppini, 16enne e promettente golfista, sarà sottoposto ad accertamenti medico-legali. La Procura di Genova, delegata da Roma, fisserà a breve la data per gli esami, con l’obiettivo di chiarire se il decesso sia stato causato dalle ustioni, dalle esalazioni del fumo o da altre circostanze.

Un percorso simile è previsto per Giovanni Tamburi, altro sedicenne vittima della tragedia. La Procura di Bologna ha ordinato la riesumazione della salma per consentire l’autopsia, nonostante i funerali fossero già stati celebrati. I fascicoli sono al momento contro ignoti, ma gli avvisi sono stati inviati ai familiari, che per ora non intendono avvalersi di un avvocato né intraprendere azioni legali.

L’avvocato Alessandro Vaccaro, legale della famiglia di Emanuele Galeppini, contesta l’ipotesi di reati colposi avanzata dalla Procura: “Quando gestisci un locale frequentato da minori, fai entrare il doppio della capienza consentita, usi candele bengala, non garantisci uscite di sicurezza… stai accettando il rischio che accada un disastro. Questo si chiama dolo eventuale, non colpa”.

Secondo Vaccaro, il titolare del locale sarebbe il primo responsabile, ma pesanti criticità riguarderebbero anche le autorità locali, che non avrebbero effettuato i controlli necessari: “Il Le Constellation non avrebbe mai dovuto funzionare come discoteca, e soprattutto non avrebbe potuto ospitare minori in totale assenza di sicurezza. Era un ex bunker trasformato in locale, e attirava tutti i ragazzi sotto i 18 anni del paese”.

Le condizioni del locale erano estremamente pericolose, aggiunge l’avvocato: “C’era una sola via di uscita, una scala strettissima, e una porta di sicurezza che si apriva verso l’interno invece che verso l’esterno. I materiali usati erano altamente infiammabili, pannelli fonoassorbenti non ignifughi, e non si sapeva nemmeno dove fossero gli estintori”.

Vaccaro sottolinea che per cinque anni non è stato effettuato alcun controllo, come ammesso dallo stesso sindaco. “Questo dimostra una responsabilità grave da parte delle autorità locali, che non hanno garantito la sicurezza minima”.

Nei prossimi giorni, l’avvocato incontrerà il procuratore generale di Sion per valutare l’estensione delle imputazioni anche al Comune e ai responsabili comunali per omissione di controlli, ampliando così la portata dell’indagine.

La vicenda resta al centro dell’attenzione internazionale: da un lato, le famiglie italiane cercano giustizia per i propri figli; dall’altro, le autorità svizzere dovranno chiarire le responsabilità penali del titolare del locale e degli enti pubblici coinvolti, mentre i riflettori restano puntati sulla sicurezza nei locali pubblici.

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