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“Se ne è andato anche lui”, lutto nel cinema italiano: addio a Filippo Ascione, sceneggiatore di Fellini e Verdone

Pubblicato: 10/01/2026 11:59

Nel silenzio composto che accompagna le grandi perdite, il cinema italiano saluta uno dei suoi protagonisti più discreti e, allo stesso tempo, più importanti. Se ne va un autore che ha attraversato decenni di set, lavorando al fianco dei grandi – da Federico Fellini a Carlo Verdone, da Sergio Rubini a Christian De Sica – e contribuendo in modo decisivo a film che hanno segnato un’epoca, spesso restando lontano dai riflettori.

La notizia della sua scomparsa è arrivata da poco, lasciando un senso di vuoto tangibile non solo nel mondo del cinema, ma anche tra quanti, nel corso degli anni, ne avevano incrociato il cammino umano e professionale. Un vuoto fatto di ricordi, di scene girate, di parole scritte per altri e diventate patrimonio collettivo.

L’addio a Filippo Ascione, un autore che ha fatto la storia del cinema italiano

È morto a 71 anni Filippo Ascione, sceneggiatore, regista e produttore cinematografico. Nato il 15 ottobre 1954 a Cariati, in provincia di Cosenza, Ascione ha legato il suo nome ad alcuni dei titoli più significativi del nostro cinema, lavorando con intelligenza e misura al fianco di attori e registi che hanno fatto la storia. La sua scomparsa lascia un segno profondo nel panorama culturale nazionale e nella comunità che gli ha dato i natali.

Nelle ultime ore, sui social e nei canali ufficiali, si sono moltiplicati i messaggi di cordoglio da parte di fan, colleghi e istituzioni pubbliche. Ricordi, aneddoti, parole di stima che compongono il ritratto di un professionista stimato e di un uomo capace di costruire legami veri, dentro e fuori dal set.

Il legame con i grandi del cinema e il ricordo di Carlo Verdone

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Nel mondo del cinema, il nome di Filippo Ascione circolava soprattutto tra gli addetti ai lavori, come spesso accade per chi lavora dietro la macchina da presa e dietro le pagine di una sceneggiatura. Eppure, molti dei film che il pubblico ama e ricorda portano la sua firma, il suo sguardo, il suo modo di raccontare le persone e le loro fragilità.

Ritratto di Filippo Ascione, sceneggiatore e produttore del cinema italiano

Collaboratore di Fellini, da “Ginger e Fred” a una lunga carriera nel cinema

Addio a Filippo Ascione, sceneggiatore e produttore cinematografico, collaboratore di Federico Fellini, con il quale lavorò come assistente alla regia negli anni Ottanta. Una stagione irripetibile del nostro cinema, durante la quale Ascione ebbe modo di respirare da vicino l’arte di uno dei più grandi maestri della storia del film italiano.

Tra le esperienze più significative c’è la collaborazione alla regia di “Ginger e Fred”, del 1986, uno dei titoli simbolo dell’ultimo Fellini. Un film che, ancora oggi, viene citato come esempio di sguardo lucido e malinconico sulla televisione e sul mondo dello spettacolo, e che porta anche l’impronta del lavoro di Ascione dietro le quinte.

Filippo Ascione insieme a Lino Banfi, uno dei tanti protagonisti del cinema italiano con cui ha lavorato

Le sceneggiature di successo e i premi: da “La stazione” ad “Al lupo al lupo”

Nel corso della sua carriera, Filippo Ascione ha contribuito alla realizzazione di numerose opere cinematografiche, lavorando con registi come Carlo Verdone, Sergio Rubini, Carmine Amoroso, Luca Verdone, Christian De Sica e Giulio Base. Un percorso fitto di collaborazioni, spesso coronato da riconoscimenti importanti.

Tra i film da lui sceneggiati figurano titoli entrati a pieno diritto nella memoria collettiva del pubblico: “La stazione” (Premio David di Donatello per la migliore sceneggiatura), “Stasera a casa di Alice”, “La bocca”, “Faccione”, “Il conte Max”, “Al lupo al lupo” (Nastro d’Argento per il miglior soggetto originale), “La bionda”, “L’orso di peluche”, “Prestazione straordinaria”, “Il viaggio della sposa”, “Un paradiso di bugie”, “La bomba” e “Cover Boy – L’ultima rivoluzione”. Un elenco che racconta, da solo, la densità e la varietà del suo contributo al cinema italiano.

Filippo Ascione sul set durante la sua attività nel mondo del cinema

Produttore e protagonista dietro le quinte del cinema italiano

Oltre che sceneggiatore, Ascione è stato anche produttore cinematografico. Negli anni Novanta ha ricoperto un ruolo di spicco all’interno della Penta Film, società di produzione e distribuzione nata da una joint venture tra il Cecchi Gori Group e Silvio Berlusconi Communications. Un’esperienza che lo ha portato al centro di una stagione cruciale per l’industria cinematografica nazionale.

In quel periodo, il cinema italiano cercava nuove strade, nuove storie, nuovi equilibri tra autorialità e mercato. Anche in questo contesto Filippo Ascione ha dato il proprio contributo, mettendo a disposizione competenza, visione e la capacità di muoversi con naturalezza tra creatività e produzione.

Immagine di Filippo Ascione, figura centrale del cinema italiano

Il cordoglio di Cariati: “Perdiamo un figlio illustre”

Tra i primi messaggi ufficiali a ricordare la figura di Filippo Ascione c’è quello del Comune di Cariati, la sua città natale. Il sindaco e l’intera comunità cittadina “esprimono profondo cordoglio per la scomparsa di Filippo Ascione, autore e protagonista di primo piano del cinema italiano” la cui perdita “lascia un vuoto significativo nel panorama culturale nazionale e nel cuore della sua città natale”.

Nel messaggio si sottolinea come Ascione fosse un “professionista stimato e uomo di grande sensibilità artistica”, che “ha attraversato con intelligenza e passione decenni di storia del cinema italiano”, affermandosi come regista, sceneggiatore e produttore e collaborando “con alcune delle figure più autorevoli della cinematografia nazionale”, tra cui Federico Fellini e Carlo Verdone. Nonostante una carriera sviluppata su scala nazionale, Ascione “ha sempre mantenuto un legame autentico e profondo con Cariati, luogo delle sue origini”, al quale era “particolarmente affezionato” e che rappresentava per lui «un punto di riferimento affettivo e identitario”.

Un esempio di passione e radici: il ricordo del sindaco Cataldo Minò

Il ricordo istituzionale si fa ancora più personale nelle parole del sindaco Cataldo Minò, che lega il nome di Filippo Ascione non solo al cinema, ma anche all’identità della comunità cariatese. “Con la scomparsa di Filippo Ascione – dichiara il sindaco Cataldo Minò – Cariati perde un figlio illustre, un uomo di cultura che ha saputo portare il proprio talento ben oltre i confini locali senza mai dimenticare le sue radici. Il suo percorso umano e professionale rappresenta un esempio di passione, impegno e amore per l’arte”.

E conclude: “Alla sua famiglia e a quanti gli hanno voluto bene giunga il cordoglio sincero dell’Amministrazione comunale e dell’intera comunità cariatese”. Parole che racchiudono il senso di un lutto che non appartiene solo al mondo del cinema italiano, ma anche a una comunità che in Filippo Ascione vedeva un simbolo di talento, successo e fedeltà alle proprie origini.

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