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Conte perde la testa dopo il rigore all’Inter: faccia a faccia col quarto uomo e urla di tutto

Pubblicato: 11/01/2026 22:56

La partita di San Siro tra Inter e Napoli si accende nel modo peggiore per Antonio Conte, che esplode di rabbia dopo il rigore assegnato ai nerazzurri. L’episodio chiave arriva quando il direttore di gara Doveri, richiamato dal VAR, va al monitor e valuta il contatto tra Rrahmani e Mkhitaryan. Non appena lo stadio sente l’annuncio del penalty, il tecnico partenopeo perde completamente la calma: si avvicina a muso duro al quarto uomo Colombo, protesta furiosamente e finisce per prendersi un cartellino rosso pesantissimo. Da quel momento la serata si trasforma in un duello nervoso, teso, in cui il Napoli prova a restare attaccato alla partita mentre Conte scivola in un crescendo di contestazioni, urla e gesti di insofferenza verso la decisione arbitrale, giudicata da lui ingiusta e determinante.

Rabbia e urla nel tunnel dopo l’espulsione

Il rigore fischiato alla Inter per il pestone del difensore kosovaro sul centrocampista armeno manda Conte fuori controllo. Mentre esce dal campo, il tecnico salentino continua a contestare la scelta gridando “Vergogna, vergognatevi!” e scagliando via con un calcio una bottiglietta, gesto che diventa immediatamente immagine simbolo della serata. Solo l’intervento dei membri dello staff partenopeo riesce a trascinarlo verso gli spogliatoi, dove termina momentaneamente il confronto diretto con Doveri. Intanto l’azione incriminata viene riletta per intero: il pestone avviene con Mkhitaryan che rimane a terra, l’Inter conclude l’azione con un tiro di Bastoni e il VAR valuta il contatto come punibile. È qui che esplode tutta la frustrazione di Conte, convinto che l’episodio sia stato interpretato in senso unico a favore dei nerazzurri nella notte del Meazza.

Conte vicino alla bandierina e finale incandescente

La serata diventa ancora più surreale quando, pochi minuti dopo il suo allontanamento, il Napoli trova il pareggio con McTominay, autore di una doppietta fondamentale che riporta equilibrio e speranza nella notte milanese. Conte, pur essendo espulso, non resta nel sottopassaggio: si riposiziona vicino alla zona del calcio d’angolo dove si riscaldano i giocatori della Inter, avvicinandosi il più possibile al campo per seguire gli ultimi istanti del match e continuare a guidare la squadra a distanza, in un quadro che definisce meglio di qualsiasi analisi la sua ossessione per il risultato e la sua tensione emotiva. Le telecamere lo mostrano più volte, fermo, concentrato, con lo sguardo fisso sulla partita che vale punti decisivi per la classifica, mentre gli azzurri cercano un secondo gol che potrebbe trasformare la protesta in impresa.

Obiettivo punti pesanti in una notte che pesa anche sulla classifica

In vista del finale, l’indicazione condivisa nello spogliatoio napoletano era chiara: “Sarà importante non perdere”, aveva dichiarato Politano pochi minuti prima del calcio d’inizio in diretta su DAZN, consapevole della forza dell’Inter e della necessità di portare a casa almeno un punto per restare agganciati alla corsa con Milan e Juventus. Il pareggio infatti lascerebbe invariata una situazione delicata, con il mezzo passo falso dei rossoneri e l’attesa per la sfida dei bianconeri contro la Cremonese. Tutto dentro un match dominato dalla tensione, con un rigore che farà discutere e un allenatore che ha trasformato una scelta arbitrale in un caso tecnico, emotivo e sportivo, perfettamente coerente con il personaggio.

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