
Arriva una dura replica dell’Avana alle recenti dichiarazioni del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che aveva minacciato di interrompere ogni flusso di petrolio e denaro verso Cuba, sostenendo che l’isola avrebbe beneficiato di risorse venezuelane in cambio di presunti servizi di sicurezza forniti al governo di Caracas.
In un post pubblicato su X, il ministro degli Esteri cubano Bruno Rodríguez ha smentito categoricamente le affermazioni del presidente americano, affermando che Cuba non ha mai ricevuto compensi monetari o materiali per servizi di sicurezza forniti al Venezuela.
Rodríguez ha respinto le accuse definendole infondate e ha contrapposto la posizione dell’Avana a quella di Washington, accusata di adottare pratiche mercenarie, ricatti e coercizioni militari contro Stati sovrani.
#Cuba no recibe ni ha recibido nunca compensación monetaria o material por los servicios de seguridad que haya prestado a algún país.
— Bruno Rodríguez P (@BrunoRguezP) January 11, 2026
A diferencia de #EEUU, no tenemos un gobierno que se presta al mercenarismo, el chantaje o la coerción militar contra otros Estados.
Como todo… pic.twitter.com/BnifpEjyIg
“Diritto assoluto” a importare carburante
Il capo della diplomazia cubana ha rivendicato il diritto assoluto di Cuba a importare carburante dai mercati disponibili e a sviluppare relazioni commerciali autonome, senza “interferenze o subordinazioni” alle **misure coercitive unilaterali degli Stati Uniti”.
Secondo Rodríguez, le sanzioni e le pressioni esercitate da Washington violano il diritto internazionale e ostacolano lo sviluppo economico dell’isola.
Accuse agli Stati Uniti: “Egemoni, criminali e incontrollati”
Nel suo messaggio, il ministro ha affermato che “la legge e la giustizia sono dalla parte di Cuba”, mentre gli Stati Uniti si comporterebbero come un “egemone criminale e incontrollato”, capace di minacciare la pace e la sicurezza, non solo a Cuba e nel continente americano, ma a livello globale.
La presa di posizione dell’Avana si inserisce in un contesto di crescente tensione diplomatica tra Cuba e Stati Uniti, acuita dalle recenti dichiarazioni di Trump sul Venezuela e dal possibile ridisegno degli equilibri energetici e politici nella regione.
Uno scontro che, almeno sul piano retorico, segna un nuovo irrigidimento dei rapporti tra Washington e L’Avana, con il rischio di ulteriori ripercussioni economiche e diplomatiche.

