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Dal red carpet di Cannes all’inferno di Crans-Montana: il passato “glamour” di Jessica Moretti

Pubblicato: 13/01/2026 10:51

Il destino di Jessica Moretti sembra essere passato dai riflettori della gloria alla polvere di una tragedia senza precedenti. Prima di essere additata come una delle responsabili del disastro al Le Constellation di Crans-Montana, dove 40 vite sono state spezzate durante la notte di Capodanno, la 39enne era una presenza fissa negli ambienti patinati della Costa Azzurra.

Gli archivi fotografici hanno restituito immagini sorprendenti risalenti al 2012: durante il Festival di Cannes, Jessica posava davanti al prestigioso Hotel Carlton con una divisa militare e un kalashnikov giocattolo, incaricata di accompagnare Sacha Baron Cohen nella promozione del film “The Dictator”. Erano gli anni in cui la donna cercava il successo come modella, forte di un percorso di studi internazionale tra Antibes e la International University of Monaco, perfettamente inserita nel contesto glamour che l’ha vista crescere.

Il salto dal mare della Francia alle vette svizzere è avvenuto nel 2015, quando insieme al marito Jacques Moretti ha rilevato il locale oggi al centro dell’orrore. Da allora, la vita di Jessica si è trasformata radicalmente, fino al drammatico epilogo di questi giorni. Venerdì 9 gennaio, la proprietaria del club è apparsa visibilmente provata all’uscita dal tribunale svizzero. Avvolta dalle telecamere, ha rotto il silenzio con parole cariche di commozione rivolte ai familiari delle vittime: “I miei pensieri costanti vanno a loro e alle persone che continuano a lottare. È una tragedia inimmaginabile. Non avremmo mai potuto immaginare tutto questo. Voglio scusarmi”.

Libertà vigilata e ombre giudiziarie

Nonostante le scuse e le lacrime, la posizione giudiziaria della Moretti resta estremamente delicata. Il tribunale ha deciso per la sua scarcerazione, valutando che per lei “il rischio di fuga è inferiore” rispetto a quello del coniuge. Tuttavia, su di lei gravano capi d’imputazione pesantissimi: omicidio colposo, lesioni corporali per negligenza e incendio colposo. Si tratta delle medesime accuse contestate a Jacques Moretti, il quale però rimane dietro le sbarre in detenzione preventiva, poiché il Ministero pubblico ritiene che il pericolo di una sua sparizione sia invece concreto.

La parabola di Jessica, dalla passerella di Cannes alle aule di giustizia, resta uno degli aspetti più discussi di questa vicenda. Mentre lei torna in libertà, pur con il peso delle indagini sulle spalle, la cittadina alpina e il mondo intero continuano a chiedersi come sia stato possibile che un locale simbolo del divertimento si trasformasse in una trappola mortale, travolgendo per sempre la vita di decine di giovani e quella della coppia di imprenditori.

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